Krugman e gli alieni

Questo ha vinto il Nobel per l’economia nel 2008, scrive editoriali per il New York Times ed è acclamato come grande economista…. ci spiega come uscire dalla crisi in 18 mesi…

Se scoprissimo che degli alieni dallo spazio volessero attaccarci e fosse necessario un massiccio programma per contrastare il loro attacco e l’argomento inflazione e pareggio di bilancio passassero in secondo piano, questa recessione sarebbe finita in 18 mesi. E se poi scoprissimo che “oops” ci eravamo sbagliati e non c’erano alieni, staremmo comunque meglio…

Sempre la solita fallacia della finestra rotta.… Leggi tutto

Gli “Eroi” di Londra

Sappiamo bene che distruggere vetrine, incendiare case ed automobili, mettere a ferro e fuoco una città non sono atti che portano ricchezza e benessere ad una nazione.

Sappiamo bene che distruggere vetrine, incendiare case ed automobili, mettere a ferro e fuoco una città non sono atti che portano ricchezza e benessere ad una nazione.
Ce lo dice il buon senso ed anche la teoria economica…. perlomeno in tempi normali.

Sì, perché come ci ricorda quasi tutti i giorni il premio Nobel Paul Krugman non viviamo in tempi normali e le leggi standard dell’economia non si applicano più:

«Come ho scritto tante volte in diversi contesti da quando è iniziata la crisi, la trappola della liquidità ribalta molte delle normali regole di politica economica. La virtù diventa un vizio: cercare di risparmiare di più ci fa divenire più poveri, sia nel breve che nel lungo termine. La prudenza è una follia: una decisa volontà di mantenere un pareggio di bilancio ed evitare ogni rischio di inflazione è la strada maestra per la rovina. Il mercantilismo funziona: i paesi che sussidiano le esportazioni e pongo restrizioni alle importazioni guadagnano davvero a scapito dei loro partner commerciali. Per il momento – e probabilmente per i prossimi anni – ci troviamo in un mondo in cui nessuna delle leggi che avete imparato ai corsi di economia si applica»

Lo stesso Keynes (Teoria Generale, capitolo 16) scriveva che se non si poteva far scendere il tasso di interesse al di sotto del livello che avrebbe consentito consentito la piena occupazione allora…

«Scavare buche per terra, pagandole con risparmi, incrementerà non solo il livello di occupazione ma anche il prodotto nazionale di beni e servizi effettivamente utili»

Guardiamo allora con occhi diversi a quanto sta accadendo a Londra in questi giorni:

Pensate in modo diverso a questi ragazzi mascherati che distruggono le vetrine e saccheggiano i negozi. Le leggi normali dell’economia e del … Leggi tutto

Einaudi sulla crisi

«Come si può pretendere che la crisi sia un incanto, e che col manovrare qualche commutatore cartaceo l’incanto svanisca, quando tuttodì, anche ad avere gli occhi mediocremente aperti, si è testimoni della verità del contrario? Si osservano, è vero, casi di disgrazia incolpevoli, di imprese sane travolte dalla bufera. Ma quanti e quanti esempi di meritata punizione. Ogni volta che, cadendo qualche edificio, si appurano i fatti, questi ci parlano di amministratori e imprenditori, o avventati, o disonesti. Le imprese dirette da gente competente e prudente passano attraverso momenti duri, ma resistono. Gran fracasso di rovine invece attorno a chi fece in grande a furia di debiti, a chi progettò colossi, dominazioni, controlli e consorzi; a chi, per sostenere l’edificio di carta, fabbricò altra carta e vendette carta a mezzo mondo; a chi, invece di frustare l’intelletto per inventare e applicare congegni tecnici nuovi o metodi perfetti di lavorazione e di organizzazione, riscosse plauso e profitti inventando catene di società, propine ad amministratori-comparse, rivalutazioni eleganti di enti patrimoniali. L’incanto c’è stato e non è ancora rotto: ma è l’incanto degli scemi, dei farabutti e dei superbi. A iniettar carta, sia pure carta internazionale, in un mondo da cui gli scemi, i farabutti ed i superbi non siano ancora stati cacciati via se non in parte, non si guarisce, no, la malattia; ma la si alimenta ed inciprignisce. Non l’euforia della carta moneta occorre; ma il pentimento, la contrizione e la punizione dei peccatori, l’applicazione inventiva dei sopravvissuti. Fuor del catechismo di santa romana chiesa non c’è salvezza; dalla crisi non si esce se non allontanandosi dal vizio e praticando la virtù»


Luigi Einaudi
Da “Il mio piano non è quello di Keynes”, 1933

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