Welfare, salari minimi e disoccupazione

salari_minimiTra le diverse manifestazioni dell’interventismo governativo nelle nostre vite, il salario minimo è, forse, quella vista con maggior favore. Non solo alletta il nostro innato senso di “equità”, ma anche il nostro interesse personale. Il suo fascino può erroneamente portarci alla conclusione che “dato che è popolare”, ergo “è giusto”. I più astuti sostenitori del salario minimo tendono immediatamente a evidenziare l’ovvio, vale a dire che un salario minimo eccessivo ($1.000 all’ora) sarebbe inequivocabilmente dannoso. In seguito, cominciano velocemente ad allontanare tale paura asserendo che, dal punto di vista empirico, non ci sarebbe nessuna perdita di posti di lavoro nel caso in cui il salario minimo venisse lentamente alzato. Ciò è come dire che, sebbene il fuoco faccia bollire l’acqua, un piccolo fuoco non sia in grado di scaldarla. A supporto di tale affermazione viene citato frequentemente uno studio del 1994, ad opera di David Card ed Alan Krueger[1], il quale mostra una correlazione positiva fra l’incremento del salario minimo e l’occupazione nel New Jersey. Molti altri hanno scrupolosamente sfatato le conclusioni di tale studio, ed è significativo che persino gli autori abbiano ritrattato le proprie affermazioni[2].

I Giovani e la Disoccupazione all’Ingresso del Mercato del Lavoro

Il problema di questi “studi” che pretendono di dimostrare solo gli aspetti positivi e non quelli negativi di un innalzamento del salario minimo consiste nel fatto che è parecchio facile conteggiare coloro che avrebbero un aumento di paga. D’altro canto, ciò è che è molto più difficile, se non impossibile, è contare le persone che sarebbero state assunte, ma che non lo sono state. Allo stesso modo, le riduzioni nella retribuzione di tipo non-monetario non vengono mostrate in un’analisi prettamente monetaria.

Comunque, i dati economici di tipo empirico non sono del tutto inutili. Queste informazioni sono infatti più adatte a previsioni qualitative che quantitative (“chi viene colpito” rispetto a “quanto sono colpiti”). Ad esempio, l’economia elementare prevede che, in presenza di un salario … Leggi tutto