La Secessione nel pensiero di Mises

Mises pensava che fosse necessario disporre di una istituzione che mettesse in condizioni di non nuocere quelle persone che non sono in grado di tenere una condotta appropriata nella società: quelle persone, cioè, che costituiscono un pericolo, perché dedite al furto e all’omicidio. Egli definisce questa istituzione “governo”. Ma egli aveva anche una singolare idea di come tale governo dovesse funzionare. Per tenere a freno la sua potenza, ogni gruppo e finanche ogni individuo, se possibile, devono avere il diritto di secedere dal territorio dello Stato. Egli qualifica questo come diritto di auto-determinazione: che deve pertenere non alle singole nazioni, come quelle appartenenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma a distinti villaggi, contee e gruppi di qualsiasi dimensione.

Liberalismo e “diritto alla follìa”: un breve appunto

Qualche giorno fa, il mio professore di diritto commerciale ha detto qualcosa che mi ha fatto riflettere: parlavamo tanto di “autonomia privata”, cioè la libertà riconosciuta ai privati di regolare come credono i rapporti intercorrenti tra loro, quanto del suo opposto, cioè un legislatore che predetermina e prescrive il contenuto di qualsivoglia accordo che possa intercorrere tra i privati.Questi due concetti, così diversi, possono convivere (e convivono) in un unico ordinamento giuridico.

Lo Stato e il comportamento antisociale

Il Liberalismo limita il suo interesse interamente ed esclusivamente alla vita e agli sforzi terreni. Il regno della religione, d’altro canto, non è di questo mondo. Così, liberalismo e religione possono coesistere fianco a fianco senza che i loro settori si tocchino. Non è stato a causa del liberalismo se i due sono entrati in rotta di collisione. Questo non ha violato il suo campo d’azione; non ha sconfinato nel dominio della fede religiosa o della dottrina metafisica. Tuttavia, ha incontrato la chiesa come potere politico che rivendicava il diritto di regolamentare conformemente al suo giudizio non solo la relazione dell’uomo con il mondo a venire ma anche gli affari di questo mondo. Fu a questo punto che il campo di battaglia venne delineato.

Libertà economica e ordine sociale

Molti di noi, e chiunque per la maggior parte del tempo, abbiamo a che fare con l’economia di mercato tipologia definita di ordine economico, una sorta di “tecnica economica” opposta alla “tecnica” socialista. Da questo punto di vista è significativo che noi chiamiamo il suo principio costitutivo “meccanismo dei prezzi”. Qui ci muoviamo nel mondo dei prezzi, dei mercati, della domanda e dell’offerta, della concorrenza, dei salari, dei tassi d’interesse, dei tassi di cambio e quant’altro.

Odi lo Stato?

Molte persone si sono chieste: Perché ci dovrebbe essere una qualsiasi discussione politica importante tra gli anarco - capitalisti ed i minarchici ora? In questo mondo di statalismo, dove c'è molta terra in comune, perché i due gruppi non possono lavorare in piena armonia finché non si raggiunge un mondo Cobdeniano, dopodiché potremmo esporre i nostri disaccordi? Perchè litigare sulle fazioni, etc. ora? La risposta a questa eccellente domanda è che si potrebbe marciare mano nella mano su questa strada se i minarchici fossero radicali, come furono dalla nascita del liberalismo classico agli anni quaranta. Ridateci gli antistatalisti radicali e l'armonia regnerebbe all'interno del movimento.

Keynes era un liberale?

E' ormai pratica comune classificare John Maynard Keynes come uno dei grandi liberali della storia moderna, forse il più "grande", nella tradizione di John Locke, Adam Smith e Thomas Jefferson. Ma è una pratica corretta? Keynes era davvero un "liberale" oppure no?

Il 99 e l’un percento

Noi siamo il 99%! Questo slogan dei manifestanti di Occupy Wall Street. È stata definita la citazione più memorabile dello scorso anno. Costoro si organizzano dietro questo moto, lo fanno  per opporsi al malvagio 1%.

Per una manciata di manifestanti, essere  un membro del 1% significa essere un ricco destinatario di un salvataggio governativo, o qualche altra forma di welfare aziendale. Ma per i sostenitori radicali dell’eguaglianza economica, presenti nel movimento, significa semplicemente essere troppo ricchi. Si sostiene che l’1% più ricco del paese abbia accumulato ricchezze oltre un limite socialmente accettabile, a spese del 99%.

Qualunque cosa si pensi della situazione attuale del 99%, in quasi tutta la storia, le cose erano molto peggio per la stragrande maggioranza della popolazione. In età pre-capitalistica, il componente medio del 99% , era fortunato se riusciva a sopravvivere all’infanzia, ed era destinato ad una vita di la voro massacrante e povertà, costantemente sull’orlo della carestia, della malattia e della morte.

Gli unici individui che non avevano una vita miserabile erano l’”1%” dei tempi antichi. Questo 1% al vertice, in pratica, era lo stato. Era composto dai re francesi, i signori inglesi, i senatori romani, i visir egiziani, e tra i sumeri, dai sacerdoti del tempio. I membri di questa élite vissero nello splendore di Olimpia: servitori ai loro ordini, tanto cibo quanto ne potevano desiderare, case spaziose, abbondanza di gioielli, e una quantità enorme di tempo libero.

Naturalmente, questo stile di vita era condotto vivendo sulle spalle delle masse. E ‘stato il 99% che ha prodotto il pane che sfamato le bocche dell’1%, che ha abbattuto gli alberi per costruire i loro palazzi e che ha estratto i  metalli preziosi e le pietre per ornare i loro corpi.

Tutto quello che i manifestanti di Occupy Wall Street dicono oggi sul 99% e l’1%, all’epoca sarebbe stato perfettamente giusto. La ricchezza nella società era come una torta di dimensione fissa. Più grande era … Leggi tutto