Learn Liberty: capitalismo non è imperialismo.

È un luogo comune piuttosto diffuso quello che identifica l’imperialismo come particolare manifestazione storica del capitalismo. In questo breve video il Prof. Davies smentisce tale argomento e ne illustra la superficialità.

Come può esservi analogia tra capitalismo e imperialismo, se il tratto fondamentale di quest’ultimo è l’intervento coercitivo dello Stato, cioè il soggetto per eccellenza che agisce al di fuori del mercato?

 

Traduzione a cura di Alessandro Carosi.… Leggi tutto

Albert Jay Nock: la Old Right ed il conservatorismo statunitense

 3. La “Old Right” ed il conservatorismo statunitense

Non è LibertarianOldRightmia intenzione ripercorrere globalmente le vicissitudini dei movimenti conservatori statunitensi, dalle loro origini ottocentesche fino ai giorni nostri.

Ne presenterò un significativo periodo, quello relativo agli anni Venti e Trenta, nel quale vide la luce e operò il movimento che verrà in seguito denominato “Old Right”. Mostrerò in seguito come Nock ebbe un ruolo di prim’ordine al suo interno.

3.1. Nascita della “Old Right” 31

La “Old Right” statunitense non nacque con atto esplicito, non elaborò alcun programma politico predefinito, non nominò alcun leader. Non si diede nemmeno un nome; venne così definita a posteriori per distinguerla dalla “New Right” che si formò negli anni Cinquanta.

Fu sostanzialmente un movimento che riunì diverse ideologie preesistenti attorno ad un fulcro comune: l’opposizione all’ascesa del Big Government lanciato dal presidente Calvin Coolidge (1923 – 1929), sostenuto da Herbert Hoover (1929 – 1933) e poi definitivamente implementato da Franklin Delano Roosevelt (1933 – 1945) attraverso le riforme del New Deal.

Avendo il suo asse portante in connotati fortemente libertari, la genesi della “Old Right” può essere ideologicamente ricondotta al pensiero di quegli intellettuali Leftist (progressisti) che diffusero, nel primo dopoguerra, la dottrina del laissez-faire e l’approccio individualista: uomini come Henry Louis Mencken, Francis Neilson, il medesimo Nock, Oswald Garrison Villard, furono solo alcuni dei protagonisti di maggior rilievo.

Tra di essi vi era un buon numero di radicali [32], Nock in testa, che non vedevano nel processo politico alcuna soluzione alla tendenza statalista degli anni Venti.

Nonostante ciò, vi fu comunque un riorientamento all’interno della geografia politica: il nemico principale divenne il partito Repubblicano, colpevole di aver supportato l’introduzione di nuovi sussidi, maggiori tariffe e l’inasprimento delle leggi proibizioniste; reo soprattutto di aver creato i presupposti per quella che diverrà l’alleanza corporativa tra Big Government e Big Business.

Il sostegno si fondò sull’adesione a tre principi fondamentali: la volontà di … Leggi tutto

La rapina attraverso il sussidio

Questo piccolo libro UncleSamTheftsulle fallacie è stato ritenuto troppo teoretico; nonché scientifico e metafisico. E sia; osserviamo l’effetto di uno stile più superficiale, trito e, se necessario, rude. Essendo io convinto che il popolo sia stato ingannato quando si parla di protezione, mi sono sforzato di provarlo. Ma se gridare risulta più favorevole che argomentare, urliamo a gran voce “Re Mida ha le orecchie d’asino” [1].

Una rapida esplosione di parole schiette ha, molto spesso, più effetto della più educata tra le perifrasi. Ricorderete Oronte e la difficoltà provata dal Misantropo nel convincerlo della sua follia [2]:

ORONTE
Ma voi, voi lo sapete che dice il nostro patto,
E vi prego, parlate molto sinceramente.

ALCESTE
Signore, l’argomento è alquanto delicato,
E in materia di gusto noi vogliamo le lodi.
Ma un giorno, a una persona di cui non faccio il nome,
Dissi, nell’osservare i versi da lui scritti,
Che un uomo deve sempre poter padroneggiare
I pruriti che abbiamo di fare lo scrittore,
E mettere una briglia alle subite voglie
Di fare bella mostra dei nostri passatempi;
E che per frenesia di ostentare gli scritti
Ci esponiamo sovente a far brutte figure.

ORONTE
Forse che il vostro scopo è di dirmi con questo
Che ho torto di volere…?

ALCESTE
Non voglio dire questo.
Ma dicevo a quel tale che uno scritto un po’ fiacco
Annoia e tanto basta a screditare un uomo,
E che per quante doti un uomo possa avere
Vien sempre giudicato dagli aspetti peggiori.

ORONTE
Forse che sul sonetto avete da eccepire?

ALCESTE
Non voglio dire questo. Ma perché non scrivesse,
Gli facevo notare come nel nostro tempo
Questa smania ha distrutto molta gente dabbene.

ORONTE
Forse che scrivo male? Somiglio forse a loro?

ALCESTE
Non voglio dire questo. Ma infine, gli dicevo,
Che pressante bisogno avete di rimare?
Chi diavolo vi spinge a pubblicare versi?
La comparsa di un brutto libro la si perdona
Soltanto al Leggi tutto

Learn Liberty – Lo scambio è un mutuo beneficio. Parte terza: la preservazione.

Terza ed ultima puntata del ciclo di lezioni brevi tenute dal Prof. Art Carden sui vantaggi del libero scambio. L'attenzione è qui posta su uno dei benefici apportati da quel più efficiente impiego di fattori di produzione che l'attività di scambio volontario consente: la possibilità cioè di utilizzare meno risorse per la produzione di una data quantità di merce. Lo scambio crea ricchezza anche perché libera risorse per altri scopi.

Learn Liberty – Lo scambio è un mutuo beneficio. Parte prima: la creazione di ricchezza

Tra i costi che un attore economico deve sostenere nel momento in cui opera in un ambiente scarso vi è la rinuncia a perseguire altri obiettivi; egli ricaverà un maggior profitto se perseguirà quello col minore costo opportunità. La specializzazione del lavoro e lo scambio volontario sono tra i fattori base che rendono possibile tale ottimizzazione e, di conseguenza, un impiego più efficiente di risorse.