Le macchine

In tutto il fumetto capolavoro di Alan Moore, V for Vendetta, ritroviamo il tema che le idee, a differenza degli uomini, non possano morire o essere uccise per cui sopravvivranno al tempo e continueranno ad ispirare le generazioni future. È una tesi molto bella, se ci pensiamo, e ci permette di guardare con ottimismo a tutti quei regimi totalitari in cui la propaganda governativa tenta ogni giorno di eliminare e sopprimere tutte quelle idee che potrebbero spingere la popolazione a ribellarsi allo status quo. La stessa analisi, però, si può applicare anche ad altre “idee” o se vogliamo “interpretazioni della realtà” che nonostante siano state ripetutamente dimostrate false, continuano a ripresentarsi incessantemente nell’immaginario collettivo e a essere considerate corrette, badate bene, non solo dalla massa, ma anche da studiosi che godono di fama mondiale.

È ad esempio questo il caso dell’idea che le “macchine” siano, in ultima analisi, dannose per lo sviluppo economico perché vanno a rimpiazzare il lavoro “umano” e producono disoccupazione. Se a fine settecento era Ned Ludd a compiere un atto dimostrativo e distruggere un telaio, reo di aver fatto perdere il lavoro a qualcuno, oggi è Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia del 2001, a riesaminare, dalle pagine di Vanity Fair (?!), la storia della Grande Depressione e a sostenere che siano stati i grandi incrementi di produttività introdotti dall’utilizzo di nuove macchine agricole durante gli anni venti a far sì che il crash del ’29 si trasformasse in quella grande catastrofe economica.

Fortunatamente il solito Frédéric Bastiat aveva già ampliamente smontato questa leggenda, come tante altre, già nel 1850 per cui una rilettura di quel pezzo sarà sufficiente per rispondere a Stiglitz (e a coloro che lo usano nei loro richiami ad autoritatem) come si merita.

Marco Bollettino

Le macchine di Frédéric Bastiat

“Maledette le macchine! ogni anno la loro potenza crescente getta in povertà milioni di operai togliendo loro il lavoro, con … Leggi tutto