In un’economia di mercato il denaro è importante, ma non fondamentale

Quando si guarda al cuore dell’economia, molto spesso la maggior parte delle persone pensa istintivamente al denaro. In quanto merce di scambio, e quindi altamente riconosciuto, esso gioca indubbiamente un ruolo importante all’interno della vita quotidiana degli individui. Non c’è da meravigliarsi se sia sulla bocca di tutti e nelle mani di tutti, così come nei pensieri di tutti. Ma è davvero così importante come crede la maggior parte degli individui? È davvero così importante come crede una determinata cerchia di accademici? Quanto dell’attività economica è influenzata realmente dal denaro? Queste sono tutte domande che all’apparenza sembrano scontante e sicuramente lo sono per chi non dispone di una teoria del capitale solida e coerente. In questo modo è facile ridurre tutte le soluzioni ai problemi economici a “semplici” manipolazioni degli aggregati monetari.

Travisando l’argomento chiave, si alimenta una fucina di errori che vanno a distorcere la percezione della realtà e con essa inficiare un andamento genuino dell’attività economica. Indirizzare la propria critica ai vari errori che scaturiscono dall’errore fondamentale è ovviamente una pratica controproducente, ma è pratica comune da parte della maggior parte dei critici. Sebbene abbiano tutte le ragioni di questo mondo a disinnescare bombe ideologiche simili, non si accorgono come tale sia solamente uno spreco di energie e attenzioni. Perché? Perché la maggior parte dei lettori non è in grado di seguire lunghe catene di ragionamento. Figuriamoci se queste si dipanano lungo una serie “infinita” di critiche ad una miriade di argomenti diversi.

Grattare lo strato su cui si sono sedimentati errori ideologici su errori ideologici non è sufficiente. È necessario scavare fino alla radice ignorando i vari strati di errori che nel tempo si sono sedimentati. Oggi inizieremo proprio da lì.

 

ALLE ORIGINI

Perché il denaro è così importante? In realtà non lo è. È utile, certo, ma non è importante nella vita di tutti i giorni, così come non lo è nel tessuto produttivo della … Leggi tutto

TSA, Brexit e l’implosione del mostro burocratico

Sono dell’idea che l’esperienza personale sia un ottimo modo per trasmettere concetti generali alla maggior parte delle persone. Probabilmente perché è possibile condividere con altri eventi similari che hanno caratterizzato le nostre vite. In questo modo entrare in sintonia con i lettori è decisamente più facile. Non solo, ma il messaggio rimane impresso senza il bisogno di un fiume di parole o opera di convincimento.

 

UN TRANQUILLO WEEKEND DI… SICUREZZA

Oggi è una serena giornata estiva. Fuori ci sono -52° ed è soleggiato. Trentanovemila piedi dal suolo non sono l’ideale per prendere una boccata d’aria. Ciononostante, la vista dello Stivale da una così considerevole altezza mi permette di ammirare il nostro paese da un’angolatura diversa. Tutti i problemi e patemi peculiari che si possono odorare stando a contatto con gli individui che popolano l’Italia, passano in secondo piano quando essi diventano talmente piccoli da svanire in un agglomerato di colori e figure geometriche. Il verde dei boschi, l’arcobaleno di auto che scorre lungo le arterie stradali, le abitazioni fuoriuscite da una scatola di Lego, l’azzurro intenso del mare, le scie spumose delle imbarcazioni. Da questa altezza i problemi sembrano letteralmente eterei ed inconsistenti, come se finalmente l’Italia avesse sbrogliato quella matassa di difficoltà che ne ingessano lo sviluppo.

Per un momento si dimentica anche quanto siano diventati invadenti i controlli all’interno degli aeroporti, nonché paranoici. Se la sicurezza delle persone è davvero così a rischio, perché treni e navi non sono altrettanto blindati? E gli autobus? Eppure anch’essi sono obiettivi sensibili. Se lo scopo dei pazzi scatenati è quello di creare il caos, non esiste obiettivo presumibilmente sicuro che possa garantire una certa immunità dalla furia delle bestie selvagge.

In realtà esistono individui, e sopratutto individui pronti. Infatti l’incognita di trovare persone pronte a rispondere ai pazzi scatenati rappresenterebbe un forte deterrente in quegli eventi riguardanti atti di terrorismo. Fino a quanto siamo disposti a farci rovistare nei … Leggi tutto