Scacco matto alla redistribuzione in 19 mosse | II parte

redistribuzione210. Visto che i cittadini rinunciano a lasciarsi coinvolgere in progetti finalizzati a promuovere assistenza e solidarietà, lasciando che lo Stato prenda il sopravvento, essi progressivamente diventano sempre meno autonomi e responsabili e si rassegnano ad accettare qualsiasi tipologia di attività intrapresa da chi li governa. In tal modo, quando qualcuno propone che lo Stato si prenda in carico funzioni precedentemente svolte esclusivamente nell’alveo della sfera privata, i cittadini non ne restano scioccati; del resto, non sono nemmeno poi così diffidenti circa le capacità dello Stato di svolgere efficientemente quella attività. Dopo tutto, il settore pubblico ai giorni nostri si occupa di ogni genere di cose: dalla socializzazione dei bambini in età prescolare, all’assistenza ai bisognosi, passando per l’assicurazione delle spese mediche degli anziani. Pertanto, che importa se lo Stato assume su di sé altre ed ulteriori responsabilità? Mentre un tempo si guardava con diffidenza  alla dilatazione ipertrofica dell’ingerenza pubblica, al giorno d’oggi si indulge alla rassegnazione, quando non addirittura alla accettazione, della sua irrefrenabile espansione in nuove aree.
Nel XIX secolo, coloro che si opponevano alla proposta di nuovi programmi governativi avrebbero fatto fronte comune, sollevando questo genere di obiezione: “lo Stato non può permettersi di farlo!”. Ai giorni nostri, è ben difficile sentire qualcuno che si opponga ad iniziative del genere, avvalendosi degli stessi argomenti. Il fatto che vi possa pur essere una sfera privata entro cui lo Stato non dovrebbe mai intromettersi costituisce una categoria di pensiero quasi del tutto estinta, giacché i governi hanno esteso a dismisura i loro programmi e le loro attività, per non discorrere della regolamentazione della vita “privata”, pressoché in ogni interstizio della vita sociale.

11. Quindi la gente non si mobilita prontamente per “erigere delle barricate”, quando vengono proposti nuovi programmi di intervento statale. Di fronte a delle resistenze sempre meno convinte, gli assertori dei nuovi programmi hanno buon gioco nel trionfare politicamente. I programmi in parola proliferano più velocemente, talvolta … Leggi tutto

Una soluzione in quattro passi ai problemi della sanità

4434Non v’è dubbio che il sistema sanitario americano sia un disastro, ma questo non dimostra il fallimento del mercato, bensì quello dello Stato. La risoluzione del problema non richiede diverse o maggiori regolamentazioni e passaggi burocratici  – come i politici interessati vogliono farci credere – ma l’eliminazione di tutti i controlli esistenti.

È tempo di affrontare seriamente la questione della riforma sanitaria: crediti d’imposta, voucher e la privatizzazione spianeranno il terreno verso la decentralizzazione del sistema e la rimozione di oneri inutili alle imprese. Tuttavia, dovranno essere considerati anche quattro passi aggiuntivi:

1. L’eliminazione di tutti i requisiti di licenze per le scuole di medicina, gli ospedali, le farmacie, i medici e il personale sanitario. L’offerta delle loro prestazioni aumenterebbe prontamente, i prezzi crollerebbero e una maggiore varietà di servizi sanitari farebbe ingresso sul mercato.

Agenzie volontarie di accreditamento in competizione prenderebbero il posto dell’autorizzazione obbligatoria rilasciata dal governo – qualora gli operatori sanitari ritenessero che tale forma di accreditamento ne accrescerebbe la reputazione, e i consumatori fossero intenzionati a valutare positivamente questo sistema, potrebbero persino essere intenzionati a pagare per sostenerlo.

Poiché i consumatori non sarebbero più indotti a credere che uno “standard nazionale” sanitario possa stabilirne la qualità, sosterrebbero maggiormente la ricerca, compiendo scelte mediche discriminanti.

2. Rimuovere tutti i vincoli governativi sulla produzione e la vendita di prodotti farmaceutici e degli strumenti medici. Ciò implicherebbe l’inutilità di finanziare oltre il Food and Drug Administration (NdT: Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), che attualmente ostacola l’innovazione e aumenta i costi.

Costi e prezzi crollerebbero; e un’ampia varietà di prodotti migliori giungerebbe rapidamente sul mercato. Quest’ultimo incentiverebbe i consumatori ad agire in accordo con la propria percezione del rischio – anziché quella distorta dal governo. La concorrenza tra produttori e venditori di farmaci e strumentazioni mediche, per  difendersi dalle cause di responsabilità sui prodotti … Leggi tutto

Carlo Ponzi, alias lo Zio Sam

Carlo “Charles” Ponzi era un truffatore Ponziche potremmo definire il Bernie Madoff della sua epoca. Per due anni, dal 1918 al 1920, vendette un sogno impossibile: un investimento che rende ai sottoscrittori il 50% in 45 giorni; pagava i vecchi investitori con il denaro dei nuovi investitori. Questo schema è stato imitato sin da allora.

Tutti gli schemi di Ponzi si caratterizzano per cinque elementi:

  1. La promessa di rendimenti di entità statisticamente impossibile;
  2. Una descrizione dell’investimento che non ha alcun senso economico;
  3. Investitori avidi che pretendono qualcosa in cambio di niente;
  4. Una volontaria sospensione dell’incredulità da parte degli investitori;
  5. La furente opposizione degli investitori alla esposizione pubblica a seguito delle indagini.

Stranamente, molti schemi di Ponzi contengono anche un sesto elemento: la riluttanza del truffatore a smettere e scappare finché è ancora in tempo. Bernie Madoff è l’esempio supremo, ma fu Ponzi stesso ad inaugurare la tradizione.

Lo schema, una volta avviato, procede verso la sua fine matematicamente inevitabile. Sin dal giorno in cui è concepito, è destinato a fallire. Eppure anche il truffatore che lo architetta crede di poterlo far funzionare ancora per un anno, un mese o un giorno. Il progettista dello schema è intrappolato nella sua stessa retorica: sviluppa dipendenza dalle sue stesse bugie. Non riesce a prendere i soldi e scappare.

Questo mi conduce ad una serie di conclusioni. Siccome tutti gli schemi di Ponzi sono caratterizzati da obiettivi statisticamente impossibili, avidità diffusa, sospensione dell’incredulità e resistenza alla pubblica esposizione, allora:

Tutto il sistema bancario a riserve frazionarie è uno schema di Ponzi;

tutte le banche centrali sono schemi di Ponzi;

tutti i programmi pensionistici statali sono schemi di Ponzi;

tutta la medicina statale è uno schema di Ponzi;

tutti gli imperi sono schemi di Ponzi;

tutta l’economia keynesiana è uno schema di Ponzi.

Però c’è una differenza tra uno schema di Ponzi privato e uno schema di Ponzi statale. Uno schema privato si basa … Leggi tutto