L’odissea della teoria economica costruita su basi solide

Immaginate un mondo in cui le opere e le idee di Ludwig von Mises abbiano incontrato solo disinteresse e incuria e alla fine siano cadute nel dimenticatoio. L’impossibilità del calcolo economico in un regime socialista, la teoria austriaca del ciclo economico, la prasseologia: niente più che note a margine nella storia del pensiero economico.

La Strategia Marxista

Marx cercò disperatamente una dialettica materialistica della storia, in grado di spiegare tutti i cambiamenti e che condurrebbe, inevitabilmente, alla rivoluzione comunista. Mancando un “nisus boemo” o una mistica spinta interiore che servissero come motore della dialettica, Marx ripiegò sulla lotta di classe insita nel materialismo stesso. Come era tipico nei suoi scritti, questo punto del sistema, insieme ad altre importanti questioni, venne trattato nel corso di paragrafi sparsi qua e là nei suoi scritti ed in quelli di Engels. Il sistema, perciò, deve essere costruito su questi passaggi ampiamente separati tra loro.

L’annosa questione del valore: alle origini del problema

Non v’è dubbio alcuno che, fra i diversi concetti affrontati dall'analisi economica, quello del valore dei beni rappresenti un’imprescindibile pietra miliare. In effetti, nulla sembra più proprio della scienza economica che rispondere ad una domanda tanto semplice quanto insidiosa: come determinare il valore di un bene economico? Detto altrimenti: di fronte ad una “merce” - termine scientificamente inesatto, ma adorato dalla vulgata marxista -, è possibile individuare un metodo, il più accurato possibile, per capire quanto vale? A ciò si aggiunga il fatto che, come si vedrà, dalla risposta a questa domanda derivano diversissime prese di posizione su cardini stessi dell’economia politica, nonché molteplici e contrastanti opinioni politiche.

Moneta cartacea è dispotismo

“Fiat” è il denaro senza alcun valore intrinseco, al di là di quanto un governo che lo emette sia in grado di assicurarne il valore stesso. Quando si ha a disposizione un monopolio come quello sulla valuta, l’utilizzo di un decreto per l’emissione monetaria (fiat, dal latino “sia fatta”, NdT) trasforma inevitabilmente le funzioni della libera circolazione del denaro, rovesciandole.

Di chi è l’acqua?

Come si conciliano le teorie sui diritti di proprietà con le risorse naturali come l'acqua? E' possibile stabilire una teoria coerente e trattarli allo stesso modo con cui si trattano gli altri beni e servizi?

Ripudiare il debito pubblico?

Se la santità dei contratti deve regnare nel mondo del debito privato, non dovrebbe essere altrettanto sacrosanta nel debito pubblico? Il debito pubblico non dovrebbe essere disciplinato dagli stessi principi privati? La risposta è no, anche se una tale risposta può urtare la sensibilità di molte persone. Il motivo è che le due forme di debito sono totalmente differenti. Se prendo a prestito denaro da una banca ipotecaria, ho stipulato un contratto per trasferire i miei soldi ad un creditore in una data futura; in un senso profondo, egli è il vero proprietario del denaro a quel punto, e se non pago lo sto derubando della sua proprietà. Ma quando il governo prende in prestito denaro, non impegna il suo denaro; non mette a rischio le proprie risorse. Il governo non impegna la sua stessa vita, fortuna e sacro onore per rimborsare il debito, ma i nostri. Si tratta di un fatto, ed una transazione, completamente diversi.

Che cos’è il libero mercato?

Libero mercato è un termine approssimativo per indicare una gamma di scambi che si verificano nella società. Ogni scambio è intrapreso come un accordo volontario fra due persone o fra due gruppi di persone rappresentati dai rispettivi agenti. Questi due individui (o agenti) scambiano due beni economici, si tratti di prodotti tangibili o di servizi. Quindi, quando compro un giornale da un edicolante per cinquanta centesimi, l’edicolante e io scambiamo due prodotti: io do cinquanta centesimi e l’edicolante fornisce il giornale. Oppure, se lavoro per una società, scambio le mie prestazioni lavorative, sulla base di un accordo consensuale, per un compenso monetario; qui la società è rappresentata da un responsabile (un agente) con l’autorità di assumere.

Le depressioni economiche: le loro cause e come curarle

L’idea che l’aumento della spesa pubblica o il denaro facile siano “buoni per gli affari” e che i tagli di bilancio o la valuta forte siano “cattivi” permea anche i giornali e le riviste più conservatrici. Queste riviste danno anche per scontato che il sacro compito del governo federale sia quello di guidare l’economia sulla stretta strada tra gli abissi della depressione da un lato e l’inflazione dall’altro, poiché l’economia di mercato è ritenuta sempre suscettibile a soccombere ad uno di questi mali.

James Mill: un’analisi libertaria della lotta di classe

Ci sono due classi, scrisse l’autore, la prima, formata da coloro che rubano e che sono in minoranza. La seconda, la classe di quelli che vengono derubati, che rappresentano la vasta maggioranza. Sono i Molti, e sono sudditi.

Il dovere morale di ridurre le tasse

Come fece notare, ormai parecchi anni fa, un gigante della libertà di questo sventurato Paese, le tasse «ci riguardano, prima ancora che come contribuenti, come cittadini, uomini di coscienza, individui che esprimono scale di valori in cui la libertà è presente con spicco… Esse determinano la qualità della nostra vita anche non materiale, ben oltre quanto può sembrare fermandosi all’economia dei tributi. Non modificano solo la nostra ricchezza: modificano la condizione umana spirituale.» Con la straordinaria acutezza che l’ha sempre caratterizzato, e veicolandolo attraverso l’ineguagliabile briosità del suo nitore espositivo, Sergio Ricossa ha qui colto un punto fondamentale e di straordinaria importanza.

Costituendo il fulcro di ogni discussione che voglia porsi come seria ed argomentata, ciò dovrebbe far riflettere tutti coloro cui sta a cuore veramente la libertà e tutti coloro che intendono battersi contro il cancro devastante, che sta ormai prostrando e corrompendo il Paese: la tassazione ed il suo degenerato sottoprodotto, il fiscalismo rapace e parassitario.

Specie in un contesto storico disgraziato come quello attuale, in cui agli atavici disastri strutturali si sommano dei mali, se possibile, ancor più tremendi, il fatto di cogliere e di far proprio il nocciolo profondo di quel messaggio diventa un’esigenza ineludibile.

Questo postula, conseguentemente, che un’efficace opposizione a un dirigismo regolamentatorio ormai alla deriva, a una libido taxandi sempre più arrogante e illimitata, così come a un’ottusa e feroce imposizione di corvée, tanto più gravose quanto più umilianti e ingiustificabili, deve essere condotta, se vuole avere successo, sul piano dell’illegittimità morale ed etica di quei fenomeni.

La difesa della libertà, della proprietà, come pure della responsabilità individuale, deve essere fondata non tanto o non solo su argomenti, seppur condivisibilissimi, di carattere efficientistico e materiale: ovvero, sull’innegabile propensione e sulla maggior capacità delle pacifiche e volontarie interazioni intersoggettive, che hanno luogo nel mercato, di generare ricchezza e di garantire efficienza economica. Questi aspetti – come ha ben sottolineato Milton Friedman – … Leggi tutto