La qualità della moneta (parte quarta)

IV. La qualità della moneta e la funzione di mezzo di scambio

Per prima cosa, esamineremomoney i fattori o le proprietà che influenzano la qualità della moneta nella sua funzione di mezzo di scambio. Allorché queste proprietà cambiano, la qualità della moneta migliora o peggiora, e altera il potere dacquisto della moneta [stessa].

Le proprietà di un buon mezzo di scambio sono diverse. La maggior parte di esse è stata discussa, nella letteratura scientifica, in un altro contesto, cioè per spiegare lorigine della moneta. In realtà, la teoria qualitativa può spiegare la nascita e la scomparsa della moneta, mentre la teoria quantitativa non è in grado di spiegare questi fenomeni.1 Una delle proprietà più importanti per la qualità della moneta è lesistenza, nella società, di una domanda non monetaria per la moneta. Questa domanda può esprimersi in forma di beni di consumo o di fattori di produzione. Eimportante, per la qualità della moneta, che la sua domanda non monetaria giochi un ruolo essenziale nella società: tutti la vogliono, tutti ne hanno bisogno. La moneta non è richiesta solo come mezzo di scambio, ma anche per altri scopi. Così, per la moneta come bene esistono molte domande insoddisfatte e lintensità delle domande individuali è relativamente alta e permanente (Menger 1892, pag. 5). La domanda non monetaria è importante perché dà un’”assicurazioneal detentore di moneta. Perfino se la moneta finisse demonetizzata, cioè perdesse la propria domanda monetaria, conserverebbe comunque un valore considerevole. La domanda non monetaria sostiene il suo valore.2 Insomma, più alta la domanda non monetaria, più alta la qualità della moneta. Se, ad esempio, loro è moneta e la domanda di oreficeria aumenta, Leggi tutto

La qualità della moneta (parte terza)

III. La qualità della moneta e il suo potere dacquisto

Il prezzo della moneta è il suo potere dacquisto. Come ogni prezzo, il prezzo della moneta è determinato dalla sua offerta e dalla domanda. La domanda di moneta è determinata dalla sua utilità marginale.1 Lutilità della moneta, a sua volta, è determinata dalla sua qualità, cioè dalla sua capacità di assolvere alle funzioni che le sono proprie. La quantità di moneta influisce sulla sua utilità marginale tramite laumento del numero di unità monetarie. La qualità della moneta ne influenza lutilità marginale tramite lalterazione del suo posizionamento nella scala di valori degli attori, rispetto ad altri beni. Come riassume Salerno (2006, pag. 52) le determinanti del potere dacquisto della moneta: lo stock di moneta è una delle determinanti immediate della struttura dei prezzi monetari e del potere dacquisto della moneta – insieme con il suo potere dacquisto nel passato immediato, lo stock esistente di beni, la distribuzione della proprietà e i posizionamenti relativi dei beni e della moneta tra i partecipanti al mercato.(sottolineatura aggiunta).

Equesto posizionamento relativo dei beni e della moneta tra i partecipanti al mercato che viene influenzato dalla qualità della moneta. I fattori che influenzano la qualità della moneta e, di conseguenza, il posizionamento relativo dei beni e della moneta sono stati generalmente trascurati. La loro analisi costituisce proprio il punto centrale di questo saggio.

Così, sebbene la quantità di moneta sia importante per il potere dacquisto, non è lunico fattore. Come spiega Henry Hazlitt (1978, pag. 74): Laspetto vero della teoria quantitativa è che i cambiamenti nella quantità di moneta sono un fattore molto importante Leggi tutto

La qualità della moneta (parte seconda)

II. La teoria della qualità della moneta nella storia

La teoria della qualità della moneta, goldkitsanche se non sotto questo nome, gode di una lunga tradizione. Anche se molti autori hanno discusso sui fattori che influenzano la qualità della moneta, non è mai stato raggiunto un consenso unanime. Juan de Mariana (1609) spiega che il deterioramento della qualità delle monete d’oro dev’essere considerato come una tassa (ingiusta). Sir William Petty ([1662] 1889) considera il deterioramento della qualità delle monete da parte del governo una tassa. Adam Smith (1776) parla dell’origine della moneta e di proprietà importanti, come la capacità di durare nel tempo e la divisibilità. Jean-Baptise Say ([1806] 1855) afferma che una buona moneta dev’essere divisibile, di qualità omogenea, resistente all’attrito, cara quanto basta e malleabile. Inoltre, analizza l’adulterazione della qualità della moneta in casi storici come quello di Filippo I di Francia. Nassau William Senior ([1850] 1853) e John Stuart Mill ([1848] 1965) sono due autori classici che discutono le qualità dei beni che possono renderli adatti a diventare moneta. Carl Menger (1871) spiega l’emersone della moneta come un processo spontaneo del mercato in cui prevalgono beni dotati di qualità specifiche. Così, il trattamento delle qualità della moneta era stato molto diffuso prima del ventesimo secolo, come attesta questo brano di William Stanley Jevons (1875, pag. 30):

Molti autori recenti, come Huskisson, Mac Culloch, James Mill, Garnier, Chevalier e altri, hanno descritto in modo soddisfacente le qualità che dovrebbe possedere il materiale impiegato come moneta. Sembra, peraltro, che gli autori precedenti avessero inquadrato l’argomento altrettanto bene, o quasi. Harris ha illustrar queste qualità con una chiarezza degna di nota nel suo ‘Essay upon Money and Coins’, pubblicato nel 1757, un’opera che è apparsa prima de ‘La Ricchezza delle Nazioni’, eppure offre un’esposizione dei princìpi della moneta che è ben difficile migliorare ai giorni nostri. E ottant’anni prima, Rice Vaughan, nel suo eccellente piccolo ‘Teatise on Money’, aveva Leggi tutto

La qualità della moneta (parte prima)

Quest’articolo di Philipp Bagus costituisce senza dubbio – almeno nelle ambizioni, ma fors’anche nei risultati – il maggior contributo alla teoria monetaria da quando Ludwig von Mises ha pubblicato la Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione. Basti dire che l’intento di Bagus è fondare una teoria qualitativa che, superando le note deficienze della quantitativa, ne mantenga l’acquisizione sull’importanza dell’offerta, ma all’interno di un quadro dove diventa centrale la domanda di moneta – finora poco o per nulla analizzata – come fattore determinante nell’uso monetario di un bene o nella sussistenza della moneta-segno.

Alcuni assunti dell’A. non mi persuadono del tutto e sarò lieto, se ne avrò il tempo e le energie, di dedicare un articolo all’argomento; ma considero indispensabile offrire ai lettori italiani una traduzione integrale di questo contributo teorico, perché, quale che ne sia l’esito ultimo in sede di dibattito scientifico, esso resterà una pietra miliare.

Qui, però, mi permetto una notazione critica proprio come traduttore: Bagus, forse perché tedesco e quindi abituato alle parole composte, scrive in un inglese decisamente ricco di ripetizioni; il risultato, in italiano, è un’insistenza quasi ossessiva sul termine “moneta”. Nell’impossibilità di ricorrere a sinonimi come “denaro”, non usati nella teoria monetaria, ho scelto di rispettare questa peculiarità stilistica e sostituire “money” con pronomi e particelle varie solo quando mi pareva che la leggibilità del testo lo imponesse; mi scuso, quindi, con i lettori per l’impressione negativa che potrebbero riportare dal persistente eccesso di iterazioni. 

 

Abstract: Molto è stato scritto sulla quantità della moneta e i suoi effetti sul potere d’acquisto. Invece, i mutamenti nella qualità della moneta sono stati generalmente trascurati. Questo saggio analizza i mutamenti nella qualità della moneta e l’influenza di questa sul potere d’acquisto della moneta.

bagusI. Introduzione

Di recente, la teoria economica ha trascurato i legami tra il potere d’acquisto e la qualità della moneta. Per colmare questa lacuna, intendo analizzare la … Leggi tutto

Intervista a Philipp Bagus

Mises Italia, in collaborazione con l’associazione culturale Ora libera(le) Torino, intervista Philipp Bagus, prof. associato di economia applicata all’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid nonché allievo di Jesus Huerta de Soto, in occasione dell’incontro tenutosi presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino il 02 marzo 2013, promosso dall’Assemblea di Economia nell’ambito della seconda edizione di “Tesoro Parliamone”.

Grazie a Chiara Garibotto.

Mises Italia

 

 

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L’inevitabile dipartita dell’euro

Philipp Bagus non vede alternativa alla stampa di moneta e questo è effettivamente ciò che Draghi si è detto pronto a fare; ma diversamente dalle altre monete fiat, l’euro non ha dietro un solo paese. Quindi l’effetto sull’euro di Draghi che si mette a stampare potrebbe essere catastrofico.

Scaricare la patata bollente dei bailout

La questione interessante che ci proponiamo di investigare è quindi la seguente: il TARGET2 costituisce davvero un sistema di salvataggio occulto per continuare a finanziare standard di vita che i paesi della periferia non potrebbero altrimenti permettersi?

Non c’è via di fuga dall’euro?

Come ho discusso di recente, i costi e i rischi di mantenere il sistema dell’eurozona sono già immensi e crescenti. Esiste una via d’uscita? Intuitivamente, uscire dall’euro dovrebbe essere facile come esservi entrati. Unirsi e lasciare il club dovrebbe essere altrettanto semplice. Lasciarlo equivarrebbe semplicemente a disfare ciò che è stato fatto prima. Infatti, molti articoli popolari discutono delle prospettive di un’uscita di paesi come la Grecia o la Germania.[1] Tuttavia, altre voci hanno giustamente sostenuto che esistono problemi importanti. Alcuni autori sostengono addirittura che questi problemi renderebbero l’uscita dall’euro praticamente impossibile. Così, Eichengreen (2010) afferma, “La decisione di aderire alla zona euro è effettivamente irreversibile.” Allo stesso modo, Porter (2010) sostiene che i grandi costi di un abbandono dell’eurozona lo renderebbero altamente improbabile. Qui di seguito affrontiamo questi presunti problemi annessi a un’uscita dall’euro.

Problemi Legali

Il Trattato di Maastricht non prevede un meccanismo d’uscita dall’Unione Monetaria Europea (UME). Così, diversi autori sostengono che l’uscita dall’euro costituirebbe una violazione dei trattati (Cotterill 2011, Procter and Thieffry 1998, Thieffry 2011, Anthanassiou 2009).[2] In un documento di lavoro della BCE del 2009 Anthanassiou sostiene che un paese che esce dall’UME dovrebbe lasciare anche l’Unione Europea. Poiché il Trattato di Lisbona consente la secessione dall’Unione Europea, il ritiro dall’UE sarebbe l’unico modo per sbarazzarsi dell’euro.

La soluzione a questo problema giuridico potrebbe essere l’uscita sia dal dell’UME che dall’UE con un immediato rientro nell’UE. Questa procedura può essere negoziata in anticipo. Nel caso di un contribuente netto al bilancio dell’UE come la Germania, il paese probabilmente non avrebbe nessun problema a farsi riammettere immediatamente nell’Unione Europea.

In ogni caso, il riferimento al Trattato di Maastricht quando si discute della possibilità giuridica di uscita è intrigante, perché il Trattato di Maastricht, in particolare la “clausola che proibisce i salvataggi,” è stato violato con i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo. In termini pratici, infatti, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria serve a garantire … Leggi tutto

L’eurozona: un groviglio di azzardo morale

I politici Europei stanno ancora cercando di salvare il progetto dell’euro. Progettano pacchetti di salvataggio sempre più grandi. Insieme con i salvataggi, potrebbe essere imminente un governo economico. I paesi potrebbero rinunciare a parti della loro sovranità. Il carattere dell’Unione Monetaria Europea (UME), e anche dell’Unione Europea (UE), potrebbe cambiare per sempre.

Mentre non è ancora chiaro dove gli sviluppi futuri porteranno l’UME, i costi e i rischi di rimanere all’interno del sistema sono già immensi e crescenti.

L’euro, un progetto difettoso

Nell’eurozona, ci sono governi sovrani fiscalmente indipendenti che coesistono con un sistema bancario (centrale). Si tratta di una costruzione unica, poiché di solito vi è un governo con il suo proprio sistema bancario.

I governi possono finanziare il loro deficit attraverso il sistema bancario e la creazione di moneta. Quando i governi spendono più di quello che ricevono dalle entrate fiscali, in genere emettono titoli di stato. Il sistema finanziario acquista una parte rilevante di questi bond creando nuova moneta. Le banche acquistano questi bond in quanto possono usarli come garanzia collaterale per ottenere nuovi prestiti dalla Banca Centrale Europea (più precisamente il Sistema Europeo delle Banche Centrali).

Il nuovo denaro fluisce verso i governi che così possono monetizzare indirettamente i loro deficit. Il costo della monetizzazione indiretta è sostenuto da tutti i possessori della valuta sotto forma di un ridotto potere d’acquisto della moneta, cioè, inflazione. Se c’è un governo per ogni sistema bancario centrale è l’intera nazione a sostenere il costo della monetizzazione del deficit. Tuttavia nell’eurozona ci sono vari governi ognuno con il proprio bilancio.

Immaginate che tutti i governi tranne uno abbiano un bilancio in pareggio. L’unico governo in deficit può esternalizzare su ogni altra nazione parte dei costi del suo deficit sotto forma di prezzi più elevati. Questa redistribuzione monetaria è una forma di trasferimento che già esiste nell’Unione Europea.

Un governo come quello Greco, con elevati disavanzi, stampa titoli di … Leggi tutto

Il salvataggio finanziario dell’eurozona da parte della Fed

Martedì 26 marzo 2012, sono stato invitato da Ron Paul e dal suo staff a partecipare a un meeting del Sottocomitato sulla Politica Monetaria Interna e sullaT della Commissione Parlamentare per i Servizi Finanziari. Il titolo della seduta era “L’aiuto della Fed all’Eurozona: il suo impatto sul Dollaro statunitense”. Sfortunatamente Ben Bernanke non ha seguito la seduta, essendo occupato con le sue lezioni di propaganda a favore della Fed. Al contrario, due dei suoi colleghi, Mr. William C. Dudley (presidente e amministratore delegato della Federal Reserve Bank di New York) e Dr. Steven B. Kamin (direttore della Division of International Finance e del Consiglio dei Governatori del Federal Reserve System), si sono presentati per rispondere alle domande del Comitato in merito agli swap in valuta con le altre banche centrali.

L’udienza ha affrontato principalmente i currency swap con la BCE, che sono equivalenti a un velato piano di salvataggio delle banche Europee.

Ma perché in primis le banche europee avevano bisogno di aiuto da parte della Fed? Le banche europee avevano preso in prestito dollari a breve termine sui mercati internazionali e li avevano prestati a lungo termine alle imprese e alle famiglie americane. La mancata corrispondenza delle scadenze è molto rischiosa, perché una volta che una banca non è in grado di rinnovare i suoi debiti a breve termine si trova ad essere illiquida.

Abbiamo affrontato una situazione simile lo scorso anno. Le banche europee hanno ricevuto pressione dai loro governi affinché comprassero il debito dei governi stessi. Le banche italiane sono colme di titoli di stato del Governo italiano, le banche spagnole di titoli di stato spagnoli e così via. Dal momento che nell’estate del 2011 la crisi dei debiti sovrani ha avuto un’accelerazione, con molti governi sull’orlo del default, le banche europee hanno avuto maggiori difficoltà a rinnovare i loro prestiti a breve termine di dollari. Poiché la BCE può stampare solo euro e non … Leggi tutto