Le conseguenze del Brexit

È così la Gran Bretagna ha deciso: fuori. Inutile dire che il panico s’è diffuso tra tutti quei cori che continuano a tessere le lodi di un’unione coatta dei popoli. Ignorano cosa sia la libera associazione. Ignorano cosa siano le libertà individuali. Sono apologeti di un ordine sociale top-down. Blaterano di libertà, in realtà ciò che intendono è esattamente l’opposto. Sono i figli deformi di quel progetto che Jean Monnet e Raymond Fosdick idearono a tavolino all’inizio del XX secolo. L’Europa altro non è che un esperimento della pianificazione centrale in cui, attraverso il cavallo di troia del libero commercio e della libera circolazione dei beni, i pianificatori centrali hanno cercato d’ingabbiare le decisioni individuali degli attori di mercato.

Il libero commercio è, ovviamente, una manna per la società nel suo complesso, però il solo obiettivo degli eurocrati era quello d’implementare un commercio gestito centralmente. Ovvero, secondo le loro regole arbitrarie e non secondo le regole del mercato: un acquisto, un voto. Il nuovo ordine mondiale è essenzialmente questo: commercio gestito a tavolino da una manica di burocrati non eletti da nessuno. Non esistono benefici sociali diffusi in questo modo di organizzare la società, e il Brexit altro non è che la relativa conseguenza empirica. Ciò che abbiamo visto attraverso il referendum inglese è la materializzazione della perdita della fiducia degli individui nei grandi schemi della pianificazione centrale.

Ovviamente non è sufficiente a creare un sovvertimento di massa di tale ordine, ma quando la prossima recessione colpirà e metterà alla berlina l’incapacità delle banche centrali di farvi fronte, allora gli euroscettici smetteranno di essere tali e si trasformeranno in veri credenti di un’uscita dall’UE e dall’euro. Questo è un processo già in incubazione. Soprattutto, è un processo inarrestabile poiché l’accentramento e il globalismo cederanno il passo al decentramento e alla sovranità nazionale. Tutte le sovranità che il NWO ha lentamente eroso nel corso di questi anni, saranno legittimamente … Leggi tutto

Cipro e la realtà bancaria – Il parere di Schlichter

Le opinioni espresse nell’articolo, riguardo alla bontà dell’operazione in corso (ormai compiuta), non corrispondono, necessariamente, a quelle dello staff e degli altri autori/traduttori del Mises Italia.

_______________________________________________________________________________________________________

Anche io sonoCipro rimasto scioccato ieri mattina. Non tanto dal possibile prelievo forzoso (o “taglio” o “tassa” che dir si voglia) da imporre ai depositanti delle banche di Cipro come contributo al pacchetto di salvataggi dell’eurozona finanziato dai contribuenti degli altri paesi, ma dalla reazione della stampa.

Ecco qui, secondo i maggiori commentatori internazionali, un ulteriore esempio dell’inettitudine  o dell’incontrollata malignità delle elitè politiche dell’eurozona, un altro esempio di imposizione inutile, stentata e controproducente della brutale austerità, alle spalle di cittadini innocenti che vivono in nazioni piccole e piene di problemi. Il Daily Telegraph, sulla propria prima pagina, ha parlato, con la solita esagerazione, di “raid europeo sui risparmi” e, naturalmente, di un’altra “minaccia per la ripresa”.

Ciò che ha agitato la maggioranza dei commentatori è la violazione dell’intangibilità della tutela sui depositi senza particolari patemi, dato che perfino i depositi inferiori a 100 000 €, a quanto pare, saranno soggetti al prelievo come gli altri. Quella tipologia di depositi, infatti, si suppone possa godere di una ‘garanzia’, la quale, magicamente, li mette al riparo dalla dura realtà delle bancarotte bancarie e statali. Il venire meno di questa garanzia potrebbe avere conseguenze su larga scala [capaci di ripercuotersi] oltre la sottile Cipro e, potenzialmente, potrebbe minare la fiducia nei sistemi bancari di Grecia, Spagna e Portogallo.

Sono d’accordo, questa mossa è rischiosa. Il sistema bancario internazionale è altamente indebitato e, in larga parte, si è trovato a traballare sull’orlo del baratro per molti anni. Tutto ciò che colpisce i depositi può avere gravi conseguenze. Ma, visto lo stato delle cose, ogni significativo tentativo di affrontare i problemi del sistema bancario deve inevitabilmente comportare dei rischi. La domanda è la seguente: il tipo di rischio in questione è quello giusto? E quali potrebbero … Leggi tutto

La Cortina Fumogena accademica

Gli accademici rappresentano un curioso caso di studio. Nei libri scolastici gli argomenti vengono presentati in modo che gli studenti possano percorrere un determinato percorso: lo studente non fa caso all'ordine dei capitoli e nemmeno se ne preoccupa a posteriori, l'importante è il risultato; i concetti vengono assorbiti passivamente, le contraddizioni vengono soprassedute. Bisogna andare avanti, perché se lo dice il libro ufficiale allora "è vero."