Cipro e la realtà bancaria – Il parere di Schlichter

Le opinioni espresse nell’articolo, riguardo alla bontà dell’operazione in corso (ormai compiuta), non corrispondono, necessariamente, a quelle dello staff e degli altri autori/traduttori del Mises Italia.

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Anche io sonoCipro rimasto scioccato ieri mattina. Non tanto dal possibile prelievo forzoso (o “taglio” o “tassa” che dir si voglia) da imporre ai depositanti delle banche di Cipro come contributo al pacchetto di salvataggi dell’eurozona finanziato dai contribuenti degli altri paesi, ma dalla reazione della stampa.

Ecco qui, secondo i maggiori commentatori internazionali, un ulteriore esempio dell’inettitudine  o dell’incontrollata malignità delle elitè politiche dell’eurozona, un altro esempio di imposizione inutile, stentata e controproducente della brutale austerità, alle spalle di cittadini innocenti che vivono in nazioni piccole e piene di problemi. Il Daily Telegraph, sulla propria prima pagina, ha parlato, con la solita esagerazione, di “raid europeo sui risparmi” e, naturalmente, di un’altra “minaccia per la ripresa”.

Ciò che ha agitato la maggioranza dei commentatori è la violazione dell’intangibilità della tutela sui depositi senza particolari patemi, dato che perfino i depositi inferiori a 100 000 €, a quanto pare, saranno soggetti al prelievo come gli altri. Quella tipologia di depositi, infatti, si suppone possa godere di una ‘garanzia’, la quale, magicamente, li mette al riparo dalla dura realtà delle bancarotte bancarie e statali. Il venire meno di questa garanzia potrebbe avere conseguenze su larga scala [capaci di ripercuotersi] oltre la sottile Cipro e, potenzialmente, potrebbe minare la fiducia nei sistemi bancari di Grecia, Spagna e Portogallo.

Sono d’accordo, questa mossa è rischiosa. Il sistema bancario internazionale è altamente indebitato e, in larga parte, si è trovato a traballare sull’orlo del baratro per molti anni. Tutto ciò che colpisce i depositi può avere gravi conseguenze. Ma, visto lo stato delle cose, ogni significativo tentativo di affrontare i problemi del sistema bancario deve inevitabilmente comportare dei rischi. La domanda è la seguente: il tipo di rischio in questione è quello giusto? E quali potrebbero … Leggi tutto

Tasse e spesa: il ciclo perverso della finanza pubblica

Il ciclo della finanza pubblica si compone, strutturalmente, di due momenti distinti, ancorché necessariamente correlati ed indissolubilmente intrecciati. Sono due elementi che si tengono e si sostengono a vicenda. Metaforicamente le due facce, truci, della stessa medaglia. A monte, il processo si sostanzia propriamente nell'attività di imposizione, che genera, per l’appunto, le cosiddette “entrate pubbliche”. A valle, lo stesso si esplica e si esprime, lato uscite, nell'attività di spesa (la cosiddetta “spesa pubblica”).