Le conseguenze della follia monetaria giapponese

Sta diventando difficile da credere. L’annuncio che il Giappone è precipitato in una tripla recessione avrebbe dovuto rappresentare la morte dell’Abenomics. Ma no, ora il suo primo ministro pazzo ha indetto elezioni anticipate per ottenere maggiore sostegno pubblico per la sua campagna di distruzione di ciò che resta dell’economia giapponese.

E quel che è peggio, è che molto probabilmente non verrà fermato dagli elettori o dalla leadership del Giappone. Ecco quello che ha riferito la società di intermediazione più importante del Giappone sul calo “inaspettato” dell’1.6% nelle misure del PIL del terzo trimestre — rispetto alle previsioni di un aumento del 2.2% e dopo le revisioni al rialzo del 7.3% nel secondo trimestre:

“Pensiamo che l’economia sia in graduale miglioramento”, ha detto Tomo Kinoshita, economista di Nomura Securities. “Non c’è motivo di essere pessimisti per il futuro.”

Davvero? Come diavolo può un economista, arroccato nella torre dell’establishment giapponese, pensare che la sua economia stia migliorando quando il PIL giapponese in dollari costanti è sceso di nuovo a livelli pre-Abenomics? E, in effetti, non è superiore a quello che era alla fine del 2007 prima della “crisi finanziaria”. In effetti, a parte la piccola spinta delle spese al consumo nel primo trimestre per battere l’aumento delle imposte al consumo, l’economia giapponese è rimasta incagliata dopo che il commercio mondiale si è ripreso dal suo tonfo del 2008-2009.

Ma questa è solo l’iterazione più recente del racconto sulla sua stagnazione. Il Giappone è rimasto a mollo per molto tempo — sin dal luglio 1989, quando la bolla monumentale creata dalla BoJ aveva illuso tutti durante gli anni ’80.

L’indice giapponese della produzione industriale totale nel luglio di quell’anno si attestò a 96.8. Quindi ecco il vero shock: era ancora a 96.8 a luglio di quest’anno. Esatto — dopo 25 anni della più grande baldoria di debito pubblico e stampa di denaro che la storia abbia mai visto, la produzione industriale del Giappone … Leggi tutto

“Ma quale inflazione!”

“Ma non c’è inflazione!”. Questa è una affermazione che sento piuttosto spesso, a volte da persone che sono, in linea di principio, d’accordo con le mie argomentazioni, a volte da persone che lo sono di meno. In entrambi i casi, quelli che affermano “ma non c’è inflazione!” lo considerano un dato di fatto e ciò che affermano deve rappresentare una sfida nei miei confronti.