Galbraith aveva ragione sulla pubblicità

war_advertisingOra che ho la vostra attenzione, state tranquilli che anche quando John Kenneth Galbraith è arrivato a qualcosa di giusto, ci è arrivato nel modo sbagliato. Una delle idee caratteristiche per cui Galbraith è noto è l’Effetto Dipendenza, che asserisce quanto segue: la pubblicità convince le persone del fatto che esse abbiano bisogno di cose di cui in realtà non hanno bisogno. Usando le esatte parole di Galbraith, “Se i voleri dell’individuo fossero necessari, essi scaturirebbero direttamente dall’individuo stesso. Essi non possono essere necessari se devono essere indotti in lui. […] Uno non può difendere la produzione intesa come soddisfacimento dei desideri se è quella stessa produzione a creare i desideri. […] Il collegamento ancor più diretto tra produzione e desideri è fornito dalle istituzioni delle moderne pubblicità e arte del vendere.” [1] Galbraith usa questo concetto per minare le fondamenta del ruolo della microeconomia nelle preferenze personali degli individui.

Galbraith ha ragione quando dice che tale arte del vendere fa di fatto in modo che le persone domandino cose che non sono per loro di maggiore interesse. Egli è invece profondamente in errore nell’identificare nei produttori presenti sul mercato i principali perpetratori di questo effetto. Infatti, è lo Stato che fa il più grande uso dell’arte del vendere per ottenere il consenso delle persone per cose che non solo non le fanno stare meglio, ma, di solito, le danneggiano. Ciò che rende il comportamento dello Stato ancora peggiore è che quando la sua arte imbonitoria fallisce, lo Stato può ripiegare sull’uso della forza per collocare persone a soddisfare i desideri “che la produzione crea”. Le aziende private, a meno che non siano al livello dello Stato, non hanno tale possibilità.

Sono abbondanti gli esempi in cui l’Effetto Dipendenza è stato implementato dallo Stato. Prendiamone appena tre.

Il primo esempio riguarda l’ingresso degli USA nella Prima Guerra Mondiale. Che la maggioranza degli americani non volesse che i loro figli venissero … Leggi tutto

Sullo Stato Onnipotente

“Lo Stato Onnipotente”omni mises è un libro di difficile classificazione. Scritto nel 1944, quando Mises si era ormai stabilito negli Stati Uniti da qualche anno, appare come il tentativo da parte dell’autore di ricostruire il processo che ha portato la Germania, solo un secolo prima culla della cultura europea, a diventare la protagonista assoluta di un conflitto (la Seconda Guerra Mondiale) che per barbarie e violenza non ha forse precedenti nella storia. Ai capitoli più “storiografici” si alternano poi alcune pagine che potremmo definire di filosofia politica, che hanno per oggetto un tentativo di comparazione delle ideologie nazionalsocialista e marxista, e del risultato della loro applicazione rispettivamente in Germania e nell’Unione Sovietica.

Il fallimento del liberalismo tedesco e l’ascesa del nazionalsocialismo

Nella prima metà del XIX secolo, in tutti gli stati tedeschi non v’era pensatore, filosofo o scrittore che non fosse stato contagiato dal pensiero liberale di derivazione francese ed illuminista o da quello “scozzese” di Hume, Smith e Ferguson. Unici a resistere a questa moda filosofica erano illetterati ed analfabeti. Per Mises, il declino dell’egemonia liberale a cavallo tra la prima la seconda metà dell’Ottocento nell’area di lingua tedesca, si dovette  in parte ad alcuni errori politici commessi dagli stessi liberali, ed alla concomitante ascesa della Prussia quale cuore politico ed amministrativo della Germania.

Unificati gli stati tedeschi, Bismarck inaugurò poi la stagione della sozialpolitik allo scopo di “superare i social-democratici nelle misure favorevoli agli interessi dei lavoratori”, sì che una legislazione sostanzialmente socialista si accompagnò alla persecuzione dei maggiori esponenti del partito Social-Democratico tedesco, persecuzione che fu però abbandonata dai successori del Duca di Lauenburg, permettendo al PSD di diventare, nei decenni successivi, il partito politico più influente del Paese. L’intero settimo capitolo de “Lo Stato Onnipotente” è proprio dedicato al PSD, ed in particolare al tentativo di smontare “la leggenda” che lo vede quale unico oppositore al processo di militarizzazione della Germania portato avanti dalla … Leggi tutto