Lavoro: se riformare davvero fosse tornare alle origini?

La “Riforma Fornero”fornero si sta rivelando un modo per ingessare ulteriormente il mercato del lavoro, a causa di maggiori vincoli sulle varie forme di “flessibilità” (opinione espressa a inizio estate qui su IHC che sta ottenendo conferme mese dopo mese). Questo lo sanno un po’ tutti.

Con “riforma” spesso si intendono solo maggiori stratificazioni normative sul già esistente, il che in un certo senso implica il mantenimento di una “impalcatura”; nel nostro caso, si parte dal famoso art.18 e si cerca l’impossibile conciliazione tra il quadrato dell’impiego blindato a vita e il cerchio della flessibilità in dimensione e qualificazione dell’impiego; ne segue uno scontro tra economia e “società” a scapito del fatto che la prima è un aspetto della seconda. Questo magari non lo sanno tutti.

Una cosa che forse in pochi sanno è che, se togliamo tutte le stratificazioni, si arriva ad un’ossatura giuridica del diritto del lavoro molto diversa da come percepito oggi e analoga a quella dell’età aurea degli Stati Uniti.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia ha immediatamente adottato il Codice Civile. Solo dopo sono arrivati la Costituzione, lo Statuto dei Lavoratori e tutte le varie leggi speciali e attuative. Il Codice Civile italiano, unica raccolta di diritto privato al mondo che contempla anche il diritto commerciale, disciplina – Libro quinto, sezione II – anche il rapporto di lavoro subordinato, con frequentirimandi agli “usi” (una sorta di conciliazione tra civil law e common law). In particolare gli artt.2118 e 2119 disegnano un mondo del lavoro molto “anglosassone”.

Riporto i due articoli:

2118. Recesso dal contratto a tempo indeterminato. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dagli usi o secondo equità.

In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l’altra parte a un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.

La Leggi tutto