Non sta aumentando la disuguaglianza, bensì la propaganda

Non finiscono mai. Siamo assediati da articoli narranti una disuguaglianza economica crescente. Articoli del genere hanno tre cose in comune:

  1. Ognuno ha una spiegazione/uomo nero preferito.
  2. Ognuno chiede riforme politiche per rendere le cose più uguali.
  3. Ognuno non menziona la legge 20/80 di Pareto.

Ecco il problema principale con questi articoli: sin dal 1897 la disuguaglianza economica non è aumentata — l’anno in cui Vilfredo Pareto pubblicò la sua scoperta: circa il 20% delle persone in ogni nazione europea da lui studiata possedeva circa l’80% della ricchezza.

Ogni anno, quando circa 1,500 delle persone più ricche del mondo si incontrano a Davos per partecipare al World Economic Forum, un gruppo di sinistra chiamato Oxfam pubblica una relazione. Il gruppo riscrive la relazione annuale e il comunicato stampa d’accompagnamento, ma trasmette sempre lo stesso messaggio: circa l’1% dei ricchi possiede il 50% della ricchezza mondiale. Ho scritto una risposta ad Oxfam e alla sua relazione del 2014 e del 2015: “In occidente è aumentata la disuguaglianza economica sin dal 1897? Probabilmente no.”

Anche la destra inveisce indignata. Ecco un esempio.

 

LA PIRAMIDE DI PARETO

I grafici qui sotto sono stati presentati da Charles Hugh Smith. Mi piacciono perché comprendono una coppia di grafici. Hanno in comune l’immagine di una piramide. Rappresentano graficamente ciò che intendeva Pareto.

Siamo tenuti ad essere atterriti.

Io non lo sono.

La legge di Pareto è una legge delle potenze. Ecco perché è una piramide.

  1. Il 20% della popolazione possiede l’80% della ricchezza.
  2. Il 4% (0.2 x 20%) della popolazione possiede il 64% (0.8 x 80%) della ricchezza.
  3. Lo 0.8% (0.2 x 4%) della popolazione possiede il 51% (0.8 x 64%) della ricchezza.

La piramide di Smith mostra che lo 0.7% della popolazione possiede il 45% della ricchezza.

Mi sembra una cifra accurata. Come si dice, è abbastanza accurata affinché lo stato possa andare avanti.

Smith dà la colpa al Federal Reserve System.

La … Leggi tutto

Far West: l’epoca libertaria della storia americana

1. AI CONFINI DELL’ANARCHIA

Il Far West americano del secolo scorso ha rappresentato uno degli esempi di maggior successo di società senza Stato. Nella storia ci sono stati numerosi casi di società prive di un’autorità centrale – si pensi alle tante tribù primitive, all’Islanda medioevale, o all’Irlanda celtica: tutte però erano caratterizzate da un arretrato livello tecnologico e da un limitato sviluppo commerciale. La singolarità del Far West consiste nell’essere una società “moderna” che ha prosperato per decenni in condizioni molto vicine a quelle del modello anarco-capitalista, cioè senza bisogno di uno Stato, e in un’atmosfera di quasi assoluto laissez-faire capitalistico.

Il processo di centralizzazione e di rafforzamento del governo federale che seguì alla guerra civile del 1861-65 non riuscì ad ingabbiare l’impetuoso movimento demografico verso l’Ovest, perché le vaste terre vergini che si aprivano alla colonizzazione rimanevano materialmente al di fuori d’ogni possibilità di controllo da parte del potere centrale. Di conseguenza, l’espansione della Frontiera fu un grandioso ordine spontaneo che si sviluppò, senza alcuna pianificazione governativa, per opera di una miriade di pionieri isolati, famiglie autosufficienti e comunità autogovernate.

Ma non fu solo l’esistenza della Frontiera e delle terre libere a generare questo potente individualismo; al contrario, furono lo spirito d’indipendenza della gente comune e le idee politiche diffusesi con la guerra d’Indipendenza (quelle di Jefferson, di Paine e dei rivoluzionari radicali) che caratterizzarono in senso radicalmente libertario l’epopea del West. I pionieri, ha scritto Frederick Jackson Turner nel suo famoso saggio sulla Frontiera americana, erano “idealisti sociali” che fondavano le loro aspirazioni sulla fiducia nell’uomo comune e sulla prontezza a venire ad accordi, senza l’intervento di un despota paternalistico o di una classe che esercitasse il suo controllo. Se gli uomini del West non fossero stati animati da questi principi la colonizzazione della Frontiera avrebbe assunto quasi sicuramente un carattere del tutto diverso. La terra libera e fertile non sarebbe mai stata sufficiente: bastava osservare il contrasto … Leggi tutto

Tassi d’interesse in un gold coin standard

Gli Americani stanno vivendo in un mondo di dissolutezza creata dalla banca centrale. Questo è stato vero sin dal 1914, quando la Federal Reserve ha aperto i battenti. Ma la più recente crisi economica creata dalle banche, iniziata nel Dicembre 2007, ha ricevuto più attenzioni che mai. Questo è principalmente il risultato della candidatura di Ron Paul nel 2007 per la nomina Repubblicana a Presidente. Ha avvertito che questa crisi sarebbe accaduta. Ha anche precisato le ragioni: la politica della Federal Reserve. Poi la crisi ha colpito.

La Federal Reserve ha perso la sua immunità dalle critiche nel 2008/2009. Non la riavrà mai. Ha anche perso la sua invisibilità. Il grande pubblico ha ormai una certa consapevolezza limitata della FED. La FED riceve un sacco di pubblicità negativa. Questo è uno sviluppo positivo.

Anche questo ha creato un problema. Alcuni dei critici della Federal Reserve propongono una soluzione peggiore alla stessa FED: la creazione di una banca centrale a moneta fiat che crea denaro dal nulla per pagare i progetti finanziati dal governo. Questi critici sostengono che questa banca gestita dal governo sarà in grado di offrire alle persone prestiti senza interessi, il che manterrà l’economia in funzione a pieno regime.

Questo è quello che John Maynard Keynes ha insegnato nella “General Theory of Employment, Interest, and Money” (1936). Keynes elogiò alcuni predecessori economicamente non sofisticati che proposero schemi per denaro creato dal governo senza interessi, compreso il fondatore del Credito Sociale, Major C.H. Douglas, e il contadino ed ex-economista della Repubblica Sovietica Bavarese del 1919 che durò solo una settimana, Silvio Gesell. Si riferiva a loro come parte del sottobosco economico, come del resto lo erano. Ho tenuto una conferenza su questo argomento. La potete ascoltare qui.

 

I GREENBACKER

Negli Stati Uniti, la componente più grande ed antica del sottobosco economico che promuove denaro fiat emesso dal governo è stato il movimento Greenback, così chiamato in onore … Leggi tutto

Galbraith aveva ragione sulla pubblicità

war_advertisingOra che ho la vostra attenzione, state tranquilli che anche quando John Kenneth Galbraith è arrivato a qualcosa di giusto, ci è arrivato nel modo sbagliato. Una delle idee caratteristiche per cui Galbraith è noto è l’Effetto Dipendenza, che asserisce quanto segue: la pubblicità convince le persone del fatto che esse abbiano bisogno di cose di cui in realtà non hanno bisogno. Usando le esatte parole di Galbraith, “Se i voleri dell’individuo fossero necessari, essi scaturirebbero direttamente dall’individuo stesso. Essi non possono essere necessari se devono essere indotti in lui. […] Uno non può difendere la produzione intesa come soddisfacimento dei desideri se è quella stessa produzione a creare i desideri. […] Il collegamento ancor più diretto tra produzione e desideri è fornito dalle istituzioni delle moderne pubblicità e arte del vendere.” [1] Galbraith usa questo concetto per minare le fondamenta del ruolo della microeconomia nelle preferenze personali degli individui.

Galbraith ha ragione quando dice che tale arte del vendere fa di fatto in modo che le persone domandino cose che non sono per loro di maggiore interesse. Egli è invece profondamente in errore nell’identificare nei produttori presenti sul mercato i principali perpetratori di questo effetto. Infatti, è lo Stato che fa il più grande uso dell’arte del vendere per ottenere il consenso delle persone per cose che non solo non le fanno stare meglio, ma, di solito, le danneggiano. Ciò che rende il comportamento dello Stato ancora peggiore è che quando la sua arte imbonitoria fallisce, lo Stato può ripiegare sull’uso della forza per collocare persone a soddisfare i desideri “che la produzione crea”. Le aziende private, a meno che non siano al livello dello Stato, non hanno tale possibilità.

Sono abbondanti gli esempi in cui l’Effetto Dipendenza è stato implementato dallo Stato. Prendiamone appena tre.

Il primo esempio riguarda l’ingresso degli USA nella Prima Guerra Mondiale. Che la maggioranza degli americani non volesse che i loro figli venissero … Leggi tutto

Economisti austriaci ‘di ruolo’ vs. Murray Rothbard

2741REALITY CHECK

Nel XX secolo, la Scuola Austriaca di economia  fu dominata dalla figura di Ludwig Von Mises. Quando quest’ultimo morì, nel 1973, i suoi seguaci si divisero in due gruppi principali: i Rothbardiani ed i Lachmanniani, che adottarono filosofie e strategie rivali.

La strategia principale dei Lachmanniani fu quella di conseguire incarichi di ruolo nelle università. Di contro, i Rothbardiani mirarono a persuadere l’opinione pubblica circa la veridicità della libertà economica.

Un professore di ruolo non ha necessità di pubblicare alcunché: gli basta presentarsi in aula per essere pagato. Il numero di classi in cui insegnerà diminuirà e diverrà immune dal licenziamento; questo è il sogno del burocrate che si avvera.

La ricerca del ruolo esautora le persone, trasformandole in intellettuali repressi. Devono accontentare i burocrati che distribuiscono Il Premio: l’obiettivo di ogni dipartimento accademico consiste nel raggiungere la mediocrità; le commissioni esaminatrici si guardano bene dall’assumere personalità che possano metterli in cattiva luce, facendoli apparire, nella migliore delle ipotesi, scadenti. Al tempo stesso, evitano di assumere dei perfetti incompetenti, al fine di evitare inchieste o ispezioni da parte dell’amministrazione universitaria. Il requisito per il ruolo è chiaro: non agitare le acque. Colui che riesce a conformarsi a questo adagio abbastanza a lungo, con buona probabilità diventerà professore di ruolo, benché in questi periodi non lo sia quasi nessuno: i bei vecchi tempi stanno svanendo.

Gli aspiranti alle cattedre sicure sono alla ricerca di una carriera senza rischi – durante la quale riceveranno salari molto al di sopra dell’effettivo valore di mercato, rimanendo immuni alle sue forze. L’incarico a tempo indeterminato è il sogno di ogni burocrate e le persone intelligenti vengono avviluppate in una vita di irrilevanza ben stipendiata. Scrivono documenti brevi ed inutili affinché vengano pubblicati su riviste che nessuno legge, se non in delle note a piè pagina.

Inoltre, questa corsa alla cattedra, crea invidia su larga scala, diretta contro coloro che hanno raggiunto una certa … Leggi tutto

L’idolo di Hitler

hitler_heroC’era una volta, prima che Hitler, Stalin, Franklin D. Roosevelt, Juan Peron, e anche  Mussolini e Lenin facessero il loro ingresso nella storia, un uomo chiamato dottor Karl Lueger (1844-1910); beniamino dell’uomo della strada, araldo della giustizia sociale, ricoprì la carica di borgomastro di Vienna dal 1897 al 1910. Ma fu molto di più: una figura-simbolo, il prototipo del politico populista del Ventesimo secolo che combatteva per il “popolino” e sapeva proporre un’efficace propaganda, ingraziarsi i nazionalisti e promuovere il “pubblico benessere”. Prima che giungessi a Vienna, nel settembre del 2011 -per una conferenza sull’identità europea- non sapevo nulla di questo personaggio ricco di sfaccettature.

Difatti, il mio incontro con il famoso borgomastro avvenne per puro caso. Nonostante il programma della conferenza fosse impegnativo, decisi di approfittare del mio soggiorno viennese per andare alla ricerca del famoso Caffè Kunstler, il locale in cui Ludwig von Mises (1881-1973), uno dei pochi difensori della libertà economica nei primi anni del Novecento, era solito incontrare gli amici e i colleghi per discutere di economia e politica, dando vita, un caffè dopo l’altro, a quella che si sarebbe chiamata Scuola Austriaca di economia.

Come i viaggiatori che si rispettino e gli amanti della bevanda ben sanno, Vienna è famosa per i suoi caffè. Infatti, pare che proprio tramite Vienna la tradizione ottomana di bere caffè in locali appositi abbia raggiunto l’Europa nel XVII secolo, per poi diffondersi in tutto il continente. In particolare, quello che colpisce piacevolmente di questi locali viennesi -le arterie della vita culturale e politica della città in età moderna- è l’abbondanza di giornali disponibili gratuitamente in svariate lingue europee. Mi chiedo se anche questa longeva tradizione derivi dagli ottomani.

Mi venne riferito che avrei potuto trovare il caffè che cercavo da qualche parte nei pressi della piazza Dr. Karl Lueger. Sceso dalla metropolitana, girovagai per un’ora da una parte all’altra della piazza in cerca del locale, senza prestare attenzione … Leggi tutto

Il Grande Fratello di Orwell: mera letteratura?

Big-BrotherNegli ultimi decenni, molti scrittori ci hanno offerto una prospettiva dell’incombente avvenire collettivista per come se lo figuravano. All’inizio del secolo, né Edward Bellamy né H. G. Wells sospettavano che le società collettiviste da loro immaginate fossero così a portata di mano. Via via che il collettivismo si diffuse, in seguito alla Prima guerra mondiale, molti attenti osservatori compresero che esistevano grosse differenze tra gli Eden narrati da Bellamy e Wells e l’effettivo infrangersi delle varie “onde del progresso”.

Degne di nota tra queste più fosche rappresentazioni del mondo futuro sono le opere di Aldous Huxley e di Ayn Rand, rispettivamente Il mondo nuovo e Antifona. In nessuno di questi mondi futuri, benché angoscianti, manca un motivo di speranza: il futuro di Huxley, spiritualmente, è decaduto, ma per lo meno le sue masse sono felici; i dittatori descritti da Ayn Rand sono uomini stupidi e imbelli la cui lascivia permette ad un rinascente individualista di sfuggire dal loro cupo mondo collettivista e rifarsi daccapo una vita.

Ma George Orwell, con la sua utopia collettivista, ostruisce tutte le scappatoie. Non c’è speranza alcuna per l’individuo o per l’umanità, e l’effetto sul lettore è devastante. Il mondo futuro di Orwell è dominato da un Partito il cui scopo è il pieno esercizio del Potere, e che raggiunge il suo proposito con diabolica efficienza e perfezione tecnica. Il Partito rappresenta se stesso come la personificazione dei principî del Socing, o Socialismo Inglese. Questi si rivelano essere: obbedienza cieca e assoluta al Partito, ed eguale, incondizionato odio verso ogni individuo o gruppo che il Partito dichiari essere suo nemico. Queste emozioni sono le sole a cui chiunque possa abbandonarsi: ogni altra, come l’amore, è sistematicamente repressa.

Ovviamente, tutte le idee sono proditorie e sovversive; le uniche persone alle quali è concesso di vivere sono quelle che seguono acriticamente la linea del Partito. Chiunque coltivi un barlume di indipendenza di pensiero è immediatamente incoraggiato … Leggi tutto

Lo Stato: una banda di criminali che detiene legittimità

Criminal GangQual è la differenza tra uno Stato(*) e una banda di criminali, oppure la differenza tra quello e un’organizzazione che impone, con la violenza, le minacce e il ricatto, la propria protezione, come ad esempio fa la mafia? È semplice, e tale differenza possiamo sintetizzarla in una parola: “legittimità”.

In pratica, questa nozione vaga evocherebbe l’idea in base alla quale le persone concepiscono lo Stato – la sua composizione istituzionale, i suoi esponenti,  la sua condotta- come un ente moralmente accettabile o del tutto conforme, a differenza della mafia, la quale – quanto meno nella sua condotta- è invece avvertita come un’organizzazione moralmente inaccettabile o impropria.

Molti Stati rivendicano che la loro legittimità poggi sulla concezione lockeana del consenso dei governati, ma in realtà questo consenso si configura come un fattore altamente problematico, perché la popolazione dei governati raramente, se non mai, ha potuto liberamente esprimere la propria  scelta in ordine al fatto se aderire, o meno, all’assetto di potere precostituito.

I regimi ricorrono alla pubblica istruzione, alla propaganda, alle sentenze giudiziarie (rese dai propri giudici), alle elezioni politiche, alle audizioni pubbliche, e ad altri svariati artifici per instillare nella gente l’idea che i loro governanti sono inequivocabilmente delle autorità legittime, intese ad intraprendere azioni legittime. Molti, se non tutti, di questi pretestuosi tentativi di giustificazione sono altamente discutibili, quando non del tutto falsi, e nessuno di essi si pone come prova decisiva del consenso prestato dai cittadini per essere governati, come lo sono, dai governanti che li soggiogano.

In realtà, il cosiddetto consenso dei governati consiste, fondamentalmente,  nella mera acquiescenza- una rassegnazione diffusa, la quale sta semplicemente ad indicare che la maggior parte delle persone preferisce sopportare la rapina dello Stato e le sue inesauste angherie, piuttosto che fronteggiarle apertamente, con il rischio di incorrere in lesioni, nella prigionia, se non addirittura nella morte. L’acquiescenza della gente, in molti casi una sorta di cupa, risentita ed implicita resa, difficilmente … Leggi tutto

La Coscrizione come Presagio

Vi è una nuova proposta, sostenuta dalla propaganda governativa, che mi sembra congegnata per colpire le fondamenta stesse della libertà. Consiste nel voler stabilire un obbligo di addestramento militare in tempo di pace. Il potere di strappare un ragazzo alla sua casa e ai suoi affetti per sottoporlo, forzatamente, ad una completa disciplina di governo, rappresenta la più grave limitazione della libertà che si possa immaginare. Molti di coloro che hanno sostenuto quest’idea, caldeggiano l’adozione di un programma simile, sempre sotto il controllo del governo, anche per le ragazze.

Non v’è dubbio che il governo, ed in particolare i Dipartimenti di Guerra e della Marina Militare, stiano tendendo ogni nervo per garantirsi l’entrata in vigore di questa normativa. Incontri segreti si stanno tenendo al Palazzo del Pentagono e altrove. Recentemente, le rappresentanti di una quarantina o più organizzazioni femminili sono state invitate in questi uffici, e si dice siano stati accolte dal Segretario della Guerra, dal Segretario della Marina, dal Sottosegretario di Stato, dal Generale Marshall, dall’Ammiraglio King e da altri ufficiali di alto rango. Le signore sono state invitate a non divulgare il contenuto dei discorsi o a identificare il Dipartimento della Guerra e i suoi ufficiali quali patrocinanti del piano.

Il condizionamento ideologico attuato dal governo risulta deplorevole quanto palese ed è imperdonabile quando perpetrato segretamente. Possiamo attenderci una propaganda spinta dopo che il terreno è stato preparato, e tutti coloro i quali si sono opposti al piano saranno dipinti come sostenitori della guerra e della impreparazione.

Abbiamo combattuto questa guerra (La Seconda Guerra Mondiale, N.d.T.) per preservare le nostre istituzioni, non per modificarle. Abbiamo lottato per permetterci di risolvere i nostri problemi interni su fondamenta pacifiche, non per trovarci fondamenta sulle quali imbastire i preparativi per un’altra guerra. La questione circa la migliore forma di organizzazione militare non dovrebbe essere affrontata con emotività. Deve essere dibattuta, non oggetto di propaganda. Tuttavia, i metodi utilizzati minacciano la … Leggi tutto

L’altra faccia di Woodrow Wilson

Per la stragrande maggioranza degli americani nel 1914, non aveva importanza su chi ricadesse la colpa del conflitto: la guerra era soltanto un altro degli orrori europei dai quali la nostra politica estera di stretta neutralità, adottata dai Padri Fondatori, ci avrebbe tenuto alla larga.