Legge: evoluzione e consuetudine

lawIn un bell’articolo pubblicato di recente su questo sito, Robert Higgs equipara giustamente lo Stato moderno a un’organizzazione criminale come la mafia e altrettanto giustamente, a mio parere, vede nella consuetudine, cioè nel fatto che “le persone possono essere indotte ad accettarlo solo per abitudine”, uno dei motivi per cui la sua esistenza non viene generalmente messa in discussione.

Su un solo punto dell’articolo non sono d’accordo, quando Higgs critica la consuetudine come origine del diritto: «Le persone inclini al conservatorismo potrebbero anche ritenere che la maturità [il fatto che lo Stato sia “sempre esistito”, n.d.r.] di per se non solo sia sufficiente, ma costituisca anche una base interessante per l’approvazione e la conservazione di istituzioni ormai precostituite. Anche grandi filosofi liberali come David Hume e, ai nostri tempi, Anthony de Jasay reputano che i diritti non siano nient’altro che consuetudini, affermatesi, per un motivo o per l’altro, nel corso del lungo periodo; e, di conseguenza, hanno conseguito un loro canone fondamentale di correttezza applicativa, dimostrando altresì una idoneità di adattamento, in chiave evolutiva, nel funzionamento efficiente di una società».

Questo passaggio rende necessarie alcune osservazioni.

1. Due modi opposti di intendere la consuetudine come origine (primaria[1]) del diritto

La consuetudine come origine del diritto può essere infatti intesa in due modi completamente diversi fra loro e anzi opposti: a me sembra che qui Higgs li confonda l’uno con l’altro.

  1. Un primo modo di intendere la consuetudine come origine del diritto è ritenere che essa sia di per se sufficiente a costituirlo. Per esempio, se ormai è consuetudine che lo Stato stampi denaro attraverso le banche centrali, allora la stampa di denaro da parte delle banche centrali è da considerarsi legittima. Nella prima parte del passaggio citato, Higgs critica (a mio parere giustamente) questo modo di intendere la consuetudine come origine del diritto e anzi sembra criticare una sua versione rafforzata in cui ciò che viene
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Guerra & Statismo: il caso di Pearl Harbor.

Sono diverse le lezioni che si possono ricavare dall’intervento di Robert Higgs sulle dinamiche in cui uno Stato dispone dei propri cittadini. La più potente non ha a che fare con lo spartire le colpe tra i regimi vittoriosi e quelli sconfitti del passato conflitto mondiale, quanto piuttosto con quella miope, infantile e fallace logica binaria che ci viene proposta attraverso il sistema educativo di Stato e che quest’ultimo si aspetta di vederci usare a proprio beneficio, ad esempio in occasione di un conflitto, come fece Roosevelt dopo l’episodio di Pearl Harbor. Sembra proprio che quando i “buoni” si armano per farci partire non si possa cavillare sull’alleggerimento dei nostri diritti naturali o dei nostri portafogli: bisogna fermare i “cattivi” ad ogni costo.

Dieci ragioni per non abolire la schiavitù

La schiavitù esiste da sempre, eppure ad un certo punto si è deciso di dire basta. C'è altro che ha caratteristiche simili e sarebbere ora di abolire? il governo come lo conosciamo, monopolistico, non consensuale e armato che esige obbedienza ed il pagamento delle imposte.

L’Impotenza dello Stato nell’economia

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