Oro, pace e prosperità – Traduzione completa

GetImageIn coda alla pubblicazione a puntate del trattato di Ron Paul, Gold, Peace and Prosperity, ne mettiamo a disposizione la traduzione integrale in formato pdf liberamente scaricabile dal sito.

La presente comprende una parte inedita: le prefazioni di Henry Hazlitt e Murray Rothbard, tralasciate nella precedente edizione a puntate.

Buona lettura estiva!

 

Per scaricare il file esegui il click sul link seguente: Ron Paul – Oro, pace e prosperità (1981)Leggi tutto

Il padre fondatore del capitalismo clientelare

hamiltonNon appena il governo federale annunciò il suo (iniziale) salvataggio dei plutocrati di Wall Street, immettendo un trilione di dollari “nel sistema”, i difensori dell’iniezione di liquidità tirarono fuori ciò che apparentemente credevano fosse la loro arma segreta: il mito di Alexander Hamilton come presunto inventore del capitalismo americano. Costoro dichiararono che Hamilton avrebbe approvato detta modalità d’intervento. Caso chiuso. Come potrebbe una persona qualsiasi sindacare “l’architetto dell’economia americana”?

Forbes.com pubblicò immediatamente un articolo intitolato “Alexander Hamilton contro Ron Paul” per far passare il concetto che le critiche libertarie mosse all’iniezione di liquidità dovessero essere estromesse dal dibattito, dato che Hamilton fu un così grande statista, se confrontato con il parlamentare Paul e i suoi sostenitori. La versione on line del Wall Street Journal seguì di lì a poco con un pezzo a firma dello storico dell’economia John Steele Gordon in cui si affermava che il nostro vero problema era rappresentato da un settore bancario non abbastanza centralizzato; auspicava un supervisore/regolatore del mercato finanziario; supportava l’iniezione di liquidità; e, ancor più importante, accusava dell’attuale crisi economica… Thomas Jefferson! Jefferson si oppose alla prima banca centrale americana, la banca degli Stati Uniti voluta da Hamilton, ed era un difensore della moneta metallica. È questo tipo di libertarismo e pensiero affine al libero mercato, a detta di Gordon, ad essere la causa dell’attuale crisi.

Ciò che tutta questa convulsa idolatria dimostra è come il mito di Alexander Hamilton rappresenti, in realtà, la prima pietra del sistema americano del capitalismo clientelare finanziato da un enorme debito pubblico e dalla contraffazione legalizzata tramite il sistema bancario centrale. È questo sistema la vera causa dell’attuale crisi – contrariamente ai falsi proclami emessi da Forbes.com e dal Wall Street Journal.

Noi viviamo nella “repubblica di Hamilton”, come ha affermato orgogliosamente lo scrittore Michael Lind. Una volta, George Will scrisse che agli americani può piacere citare Jefferson, ma viviamo nel paese di Hamilton. Tutto vero, ma … Leggi tutto

Oro, pace e prosperità – parte V

Quinta ed ultima puntata con la traduzione integrale del trattato Gold, Peace and Prosperity di Ron Paul.

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LA RESA DEI CONTI

Il giorno della resa dei conti sta per arrivare: la gente oggi riconosce la truffa dell’inflazione per quel che è, e pretende un cambiamento. Se la responsabilità del Congresso è indubbia, le vie d’uscita sono varie.

Potremmo continuare lungo il solco dei passati decenni, cosa che ci porterebbe ad un collasso monetario e forse ad una nuova valuta, come di recente accaduto in Israele ed in centinaia d’altri paesi sin dal 1900. Tuttavia, se la nuova valuta sarà a corso forzoso ed irredimibile nulla davvero sarà cambiato.

Potremmo dar retta ai monetaristi e mantenere un’inflazione a passo ridotto; se però si prendesse come buona un’inflazione del 4%, perché non arrivare al 5 o 50%? Se si ritiene che l’aumento dell’offerta valutaria sostenga la crescita economica, che accadrebbe in caso questa declini? I monetaristi chiederebbero apertamente l’avvio di una massiccia inflazione.

GetImageEssi si aggrappano ancora all’idea che il benessere e la produttività siano in qualche modo promossi da un maggior numero di unità valutarie. In questo sono accompagnati da diverse persone sincere amanti della libertà, ma vittime di ciò che è soltanto confusione economica ed intellettuale.

Non importa che a controllare il sistema valutario sia la Federal Reserve, i banchieri od il Congresso: tutti abuserebbero di un simile potere, ragione per cui abbiamo bisogno di una moneta privata il cui controllo sia nelle mani di ciascun individuo della società.

La sola alternativa morale, legittima ed economicamente produttiva è quella di una moneta redimibile e a copertura aurea intera, la sola in grado di restituirci potere sul sistema monetario.

Alcuni monetaristi affermano a ragione come l’oro sia stato abusato in passato dai governi, ma ciò difficilmente può passare come argomento in favore di una valuta cartacea irredimibile, in quanto essa sarebbe ancor più soggetta ad abuso della prima. … Leggi tutto

Oro, pace e prosperità – parte IV

Quarta di cinque puntate con la traduzione integrale del trattato Gold, Peace and Prosperity di Ron Paul.

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LE RESPONSABILITA’ DEGLI ECONOMISTI

Un altro scandalo associato all’inflazione consiste nel sostegno ricevuto da gran parte degli economisti: è già grave assistere alle pressioni inflazionistiche di chi ne beneficia tramite trasferimento di potere d’acquisto, ma è addirittura tragico notare il medesimo comportamento nella maggior parte degli economisti del XX secolo. Per alcuni il motivo sta nell’aver compreso come il loro prestigio e potere dipenda dal dare giustificazione intellettuale alle azioni dell’élite inflazionista; altri invece non ne beneficiano direttamente e potrebbero quindi agire in buona fede. Tuttavia, che sostengano l’inflazione per aiutare i poveri, i ricchi o perché ritengano sia nell’interesse di tutti, i risultati sono sempre terribili.

Agli economisti interventisti che sostengono l’inflazione sfugge la comprensione di quella teoria soggettiva del valore, formulata dagli economisti di libero mercato, senza la quale sarebbe impossible svelare miti economici ormai antichi: essa sostiene che il valore di un bene economico esista soltanto nel giudizio di ciascun individuo e possa dunque cambiare col tempo e le circostanze. I prezzi, assieme agli orientamenti produttivi che determinano, non possono risultare da modelli matematici in un computer.

Persino i monetaristi sostengono un’inflazione protratta, sebbene ad un tasso inferiore dell’attuale. Il più noto di essi, Milton Friedman, afferma che la Fed dovrebbe espandere l’offerta valutaria ad un ritmo del 3-5% annuo, la cifra esatta essendo meno importante della cura di evitare fluttuazioni nel tasso di espansione.

GetImageEppure, persino un ammontare d’inflazione tanto limitato provocherebbe malinvestimenti: chi ricevesse la nuova valuta la spenderebbe in attività che soltanto la successiva recessione saprebbe svelare come improduttive ed azzardate. L’approcio di Friedman potrebbe sì dar luogo a cicli di espansione-recessione più miti e con minor sofferenza umana rispetto agli attuali, ma sarebbe comunque inflazionistico e derivante da quella vecchia, screditata idea che sia il governo, piuttosto del mercato, a doversi interessare di … Leggi tutto

Oro, pace e prosperità – parte III

Terza di cinque puntate con la traduzione integrale del trattato Gold, Peace and Prosperity di Ron Paul.

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IL DADO E’ TRATTO

 Con la morte del Dollaro è arrivato il tempo di istituire un sistema monetario affidabile. E’ il momento storico ad richiederlo e pure la sopravvivenza del nostro ordine economico e politico.

L’impresa non sarebbe ardua se, per una volta almeno, ignorassimo quelle pressioni politiche da gruppi di interesse le cui richieste sono soddisfatte dall’inflazione valutaria. Questa, che sia a beneficio di qualche grande impresa, di banchieri, burocrati, appaltatori monopolisti o politici di carriera, deve trovare fine. Come sottolineò Henry Hazlitt, la soluzione non è difficile: “Per fermare l’inflazione [dei prezzi] dobbiamo fermare l’inflazione [di valuta].”

Per invertire il corso suicida della nostra economia dobbiamo comprendere i motivi di chi sostiene l’inflazione.

GetImageMolti industriali, banchieri, sindacalisti, politici e professori sono cresciuti amando l’inflazione poiché in essa hanno visto lo strumento per realizzare i propri fini: a volte per motivi puramente materialistici, altre per sete di potere. In entrambi i casi il loro comportamento è stato immorale.

La pressione politica ad inflazionare è la principale ragione dell’espansione continua dell’offerta valutaria. La cosiddetta ‘monetizzazione del debito’ federale, per cui la Federal Reserve trasforma in denaro i titoli di Stato del governo, è una soluzione politicamente molto facile e conveniente per pagare i debiti accumulati dal Congresso senza dover ricorrere ad aumenti di tasse che, senza dubbio, provocherebbero rivolte.

Tutti in parlamento parlano di pareggio del bilancio ma pochi votano regolarmente per ottenerlo: ciascun parlamentare spera sempre che siano i progetti di qualche collega ad essere tagliati, non i propri. Di recente mi è capitato di assistere allo spettacolo di un deputato conservatore intento a votare una legge di spesa in lavori pubblici; sapendo che quei soldi sarebbero dovuti venire o da nuove tasse o dalla stampa di nuova valuta, gli chiesi come sarebbe riuscito ad ottenerli. “Sì, so bene … Leggi tutto

Oro, pace e prosperità – parte II

Seconda di cinque puntate con la traduzione integrale del trattato Gold, Peace and Prosperity di Ron Paul.

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COME LA NOSTRA MONETA E’ STATA DISTRUTTA

La transizione degli Stati Uniti dal gold coin standard ad un sistema regolamentato di valuta a corso forzoso è stata lenta e incostante, ma avvenne come risultato di una decisione deliberata del Congresso. Gran parte degli intellettuali nel corso degli ultimi cinquant’anni non ha sfidato questo cambiamento; invece, lo ha applaudito. Sono lontani i giorni di quei Padri Fondatori che, nel Mint Act del 1792, decretarono la pena di morte per qualunque ufficiale o dipendente della Zecca avesse svalutato il conio degli Stati Uniti.

“Senza quel meccanismo di controllo automatico insito nello standard aureo”, scrisse il Prof. William Quirk nella New Republic, “le amministrazioni Nixon e Carter riuscirono, in un periodo sorprendentemente breve, a trasformare l’un tempo potente Dollaro in banconota del Monopoli.”

Fortunatamente per noi ed i nostri figli, una riforma del sistema monetario può avvenire velocemente e col minimo disordine, se solo fossimo pronti ad accettare quei fondamenti di una società libera che permetterebbero a un nuovo sistema monetario di funzionare e ad una economia da tempo violentata di ristabilirsi prontamente. Di seguito una breve storia del nostro declino monetario.

1. IL GOLD COIN STANDARD [5]
Il gold coin standard, sebbene adottato in modo imperfetto, permise nel XIX secolo una eccezionale crescita economica accompagnata da un calo dei prezzi. Nel corso dei sessantasette anni dall’abolizione dello standard aureo l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 625%; nei sessantasette anni precedenti il 1913 invece, sotto l’imperfetto gold coin standard, esso crebbe soltanto del 10%. Nel Manifesto Comunista del 1848 Karl Marx spronava la “centralizzazione del credito nelle mani dello Stato, tramite una banca nazionale a capitale pubblico e monopolio esclusivo.” Sessantacinque anni dopo gli U.S.A. ne seguirono il consiglio ed approvarono il Federal Reserve Act del 1913. Quasi un secolo prima … Leggi tutto

Oro, pace e prosperità – parte I

Prima di cinque puntate con la traduzione integrale del trattato Gold, Peace and Prosperity scritto da Ron Paul nel 1981. Di questo scritto è sorprendente la semplicità espositiva con cui l’autore passa in rassegna gli avvenimenti e attori principali che hanno portato alla corruzione e abbandono della moneta onesta.

Questo trattato è la migliore introduzione al tema dello standard aureo che un neofita possa trovarsi tra le mani.

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IMMINENTE CONFLITTO SOCIALE?

 La più grave minaccia che le classi lavoratrice e media fronteggino negli Stati Uniti è la perdita di potere d’acquisto della valuta cartacea che è il Dollaro.

Quando gli antichi re svalutavano il conio del proprio regno, mescolando del rame al metallo prezioso, alle monete restava quantomeno un minimo di valore. Tuttavia, al giorno d’oggi subiamo quanto predetto dall’economista David Ricardo quasi due secoli fa: “Il denaro che costa nulla, finirà col valere nulla.”

“Il governo”, ricorda Ludwig von Mises, “è la sola entità capace di mettere le mani su una merce tanto preziosa quanto la carta, spalmarci sopra dell’inchiostro e renderla completamente inutile.”

Oggi, grazie a sessantasette anni di dominio d’una banca centrale sull’offerta monetaria, fronteggiamo una crisi economica e politica più grave di qualunque altra.

Non sarei sorpreso dall’osservare negli anni ’80 fenomeni estesi di disordine sociale, come conseguenza diretta del nostro fallimentare sistema economico. Il Dollaro è stato sabotato da decenni di interventismo ad opera di un Congresso che ne ha autorizzato la svalutazione e imposto una redistribuzione di ricchezza attraverso programmi di Stato sociale e corporativismo.

Ogni espansione del sistema interventista minaccia la libertà e la pace sociale, ma è la moneta il terreno più delicato poiché linfa vitale di ogni transazione economica. Se volessimo invertire l’andamento delle sei o sette decadi passate, una moneta onesta e la questione della svalutazione dovrebbero essere i punti in cima alla lista di ogni statunitense.

Il fu Martin Gilbert, capo economista di una banca svizzera, … Leggi tutto

Il Mistero dell’Attività Bancaria

mistero rothbardIl settimo libro Usemlab, il Mistero dell’Attività Bancaria di Rothbard, edito per la prima volta in inglese nel 1983, aggiunge un tassello molto importante alla questione monetaria analizzando in maniera scientifica e rigorosa l’attuale sistema bancario a banca centrale e valuta irredibimile. Arricchito di un excursus storico sulla nascita delle banche centrali americana e inglese, espone anche gli interessi delle classi politica e bancaria convergenti nella concessione del privilegio di emissione monetaria di cui esse sono le principali beneficiarie.

Purtroppo il libro sarebbe dovuto uscire almeno 2 mesi fa, ma la solita attenzione nel curare la traduzione (realizzata come per altri libri insieme al prezioso contributo di Giorgio Venzo, presidente dell’Associazione Mises Italia) più alcuni problemi in fase di stampa hanno rimandato l’uscita a questi primi di agosto. E’ un volume, questo di Rothbard, che merita di essere sugli scaffali di chiunque sia appassionato di economia e in particolare di economia monetaria. Questa edizione italiana contiene due prefazioni, una del prof. Salerno già inserita nella seconda edizione pubblicata dal Mises Institute, e una tutta italiana di Giovanni Birindelli che sottolinea importanti aspetti giuridici legati al principio universale di legge, totalmente calpestato nel settore monetario e bancario.

Mentre questa grande crisi riesce a essere tamponata solo tramite crescente e istituzionalizzata falsificazione di denaro, ovvero con gli stessi strumenti che l’hanno causata, il conto alla rovescia che porterà alla fine del sistema monetario attuale continua a correre inesorabile accumulandosi di distorsioni, tanto nella struttura produttiva quanto nel sistema di prezzi, ed aumentando quindi il conto finale da pagare. Rothbard lo spiegava bene già 30 anni fa, e la sua analisi resta più attuale che mai.

Senza dubbio il giorno che il sistema monetario verrà reimpostato su basi sane e solide, e in questo libro troviamo una traccia importante in tale direzione poi sviluppata meglio da Huerta de Soto, la società non potrà che tornare a godere gli enormi benefici prodotti dal … Leggi tutto

L’età dell’Homeschooling

Alla fine degli anni2682 Sessanta e nei primi anni Settanta, il moderno movimento di istruzione domiciliare era ancora agli albori: a quel tempo, la maggior parte degli Americani considerava questo percorso un’attrazione turistica o scelta di vita di quanti volevano affrontare più difficoltà del necessario.

Che differenza fanno pochi decenni.

L’homeschooling ha subìto un’incredibile evoluzione. Passato dall’anticonformismo al mainstream, il movimento ha acquisito glamour e splendore prima sconosciuti: sfogliando anche solo poche pubblicazioni di Sports Illustrated, edizione del 2007, troviamo notizie su studenti fotogenici istruiti a casa e sul loro fisico atletico; tra essi, Jessica Long, nata in Russia, residente a Baltimora e nuotatrice di successo: a 15 anni Jessica diventa la prima paraolimpica a vincere il prestigioso Sullivan Award, che premia il migliore atleta amatoriale del paese. Poi c’è l’affascinante Joey Logano che, a 17 anni, ha già vinto una gara Nascar.

Perfino i candidati alla presidenza e i loro coniugi sono saltati sul carro dell’homeschooling: il membro del Congresso Ron Paul (R-Texas) ha offerto sostegno entusiasta alle famiglie che scelgono la scuola a domicilio ed Elizabeth Edwards, moglie del Senatore John Edwards (D-North Carolina), ha dichiarato al WSJ che questo autunno ha in programma di educare a casa i suoi due figli più piccoli “con l’aiuto di un tutor”.

Quanto ai risultati scolastici, quest’anno la competizione nazionale è stata emblematica: gli homescholars hanno trionfato in tre degli eventi principali; un bambino di dodici anni del New Mexico, di nome Matthew Evans, ha vinto il concorso nazionale Word Power, sponsorizzato dal Reader’s Digest; la tredicenne Evan O’Dorney, Californiana, ha vinto lo Scripps National Spelling Bee e la 14enne Caitlin Snaring di Washington è stata incoronata campionessa del National Geographic Bee.

Poi c’è Micah Stanley del Minnesota, il quale non ha ancora mai seguito nessuna lezione in un edificio scolastico canonico. Negli ultimi anni è stato iscritto all’Oak Brook College of Law, una scuola legale a distanza con sede a … Leggi tutto

La grande rapina alla Banca di Cipro

I recenti drammatici Ciproeventi di Cipro hanno evidenziato la fondamentale debolezza del sistema bancario europeo e l’estrema fragilità dell’istituzione della riserva frazionaria. Le banche cipriote hanno pesantemente investito in titoli del debito sovrano greco e la ristrutturazione di quest’ultimo, durante l’estate scorsa, ha prodotto ingenti perdite – equivalenti a più del 25 percento del PIL nazionale. Come se ciò non bastasse, queste banche hanno, poi, rigirato tali cattivi investimenti al governo, sollecitando un piano di salvataggio ad un ministero del Tesoro già sotto assedio. A sua volta, l’esecutivo di Cipro ha passato la patata bollente all’Unione Europea, affinché accorresse in suo aiuto.

Le condizioni inizialmente imposte dalla Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) allo scopo di finanziare il piano di salvataggio equivalevano ad una rapina. Benché  i depositanti delle banche fossero stati, tradizionalmente, protetti in caso di fallimento o liquidazione, nella fattispecie la troika ha insistito affinché costoro pagassero una tassa compresa tra il 6,75 e il 10 percento del totale dei depositi per cofinanziare il piano di aiuti.

Mentre si può simpatizzare con i contribuenti europei, avversi a voler finanziare l’ennesimo piano di salvataggio di un sistema bancario pessimamente gestito, allo stesso tempo, costringere il popolo cipriota a pagare per i rischi insensati presi dal suo governo e dai banchieri è semplicemente criminale. Nel desiderare di punire il “paradiso fiscale” – presumibilmente – degli oligarchi russi, le élite europee hanno ritenuto di dover assicurare che i cittadini comuni avrebbero patito le stesse sofferenze dei depositanti stranieri. Immaginate la reazione se, nel settembre 2008, il governo degli Stati Uniti avesse finanziato i 700 miliardi di dollari del piano di aiuti alle banche saccheggiando direttamente i conti dei contribuenti americani!

Nonostante la prima proposta sia stata respinta dal parlamento cipriota, questi non avrà alcuna voce in capitolo circa la soluzione definitiva approvata da Unione Europea e FMI: i depositi oltre i 100 mila euro rischiano di … Leggi tutto