Vivere è scegliere: alcune considerazioni di ordine economico

1895Il libertarismo si fonda integralmente sulla validità dell’assioma della proprietà di se stessi. Ma perché questo assioma non solo è legittimo, ma anche  giusto? E come può essere giustificato?

Rothbard lo ha definito in questa maniera:. <<… l’assioma fondamentale della teoria politica libertaria sostiene che ogni individuo è proprietario di se stesso, avendo giurisdizione assoluta sul proprio corpo. In pratica, ciò postula che nessuno ha un valido titolo per ledere, o aggredire, un altro soggetto>>.

Block declina così l’assioma di non aggressione: <<È da considerarsi illecita l’intrapresa, o financo la minaccia,  di un’azione invasiva violenta,  nei confronti di un uomo o dei suoi legittimi titoli di proprietà>>.  Più latamente, Thomas Jefferson sosteneva che tutti gli uomini, per loro natura, godono dei medesimi diritti alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità.

Queste enunciazioni alludono allo stesso concetto. Per concretizzare la nozione di “proprietà di se stessi” è necessario che ognuno sia messo nelle condizioni di effettuare le proprie scelte in ogni ambito della propria esistenza. La proprietà di se stessi rimanda a un diritto pieno a vivere la propria vita, nonché ad una completa libertà di perseguire la propria felicità. Se un soggetto dispone di un completo diritto alla proprietà di se stessi, ne consegue che non può essere sottoposto ad alcuna coercizione. E se egli (o la sua proprietà) non può essere aggredito, ergo è libero di andare in cerca dei propri interessi e, di conseguenza, ha il possesso di se stesso. Pertanto, come ha puntualizzato Rothbard, l’assioma di non aggressione è equivalente a quello della proprietà di se stessi.

Il contenuto economico di un (integrale) rispetto dell’assioma universale di auto-proprietà implica che un individuo può porre in essere tutte le scelte desiderate, a condizione che egli non dia avvio o non minacci di dare avvio ad un atto di violenza contro un’altra persona, o contro le sue legittime proprietà.
L’economia, come scienza, deve assolvere ad un … Leggi tutto

Marx e la dottrina della “Ideologia”

youngMurray500x400Persino Marx deve velatamente riconoscere che ad agire nel mondo reale non sono “forze produttive materiali” e nemmeno “classi”, bensì esclusivamente la coscienza e le scelte individuali. Persino nell’analisi di Marx, le classi, o gli individui che le compongono, devono diventare coscienti dei propri “veri” interessi di classe, affinché possano agire per perseguirli o raggiungerli. Secondo Marx, il pensiero, i valori e le teorie di ogni individuo sono tutti determinati non dal proprio personale interesse, bensì dall’interesse della classe alla quale l’individuo presumibilmente appartiene. Questo è il primo errore fatale nell’argomentazione: perché mai ogni individuo dovrebbe tenere in maggiore considerazione la classe a cui appartiene invece di se stesso? In secondo luogo, per Marx, questo interesse di classe determina i pensieri e i punti di vista dell’individuo; deve farlo, perché ogni individuo è capace soltanto di “ideologia” o falsa coscienza dell’interesse della sua classe. Non è capace di una ricerca della verità disinteressata e obiettiva, né di perseguire il suo stesso interesse o quello di tutta l’umanità. Ma, come von Mises ha fatto notare, la dottrina di Marx ha la pretesa di essere pura scienza non ideologica, e al tempo stesso di essere scritta espressamente per far progredire l’interesse di classe del proletariato. Mentre tutta la scienza economica e tutte le altre discipline di pensiero “borghesi” furono interpretate da Marx come false per definizione, in quanto razionalizzazioni “ideologiche” degli interessi di classe della borghesia, i marxisti

non erano sufficientemente coerenti da attribuire carattere meramente ideologico alle loro stesse dottrine. I principi del marxismo, essi sottintendevano, non sono ideologie; sono un assaggio anticipato della conoscenza nella futura società senza classi, che, liberata dalle catene dei conflitti  di classe, sarà nella posizione di poter concepire la conoscenza pura, non contaminata da deformazioni ideologiche [1].

David Gordon ha efficacemente riassunto questo punto:

Se tutto il pensiero in materia sociale ed economica è determinato dalla posizione di classe, che si può dire allora del Leggi tutto