Sulla scia di una perdita di fiducia

Come ripetuto spesso su queste pagine, la merce più commerciata al giorno d’oggi è la fiducia. Nel corso del tempo la consistenza del denaro s’è fatta sempre più effimera, andando a ricoprire una forma sempre più virtuale piuttosto che fisica. Si pensi solamente che la maggior parte delle transazioni giornaliere sono effettuate attraverso circuiti digitali. Per non parlare della lotta dello stato contro il denaro contante. Questo ovviamente serve a rendere gli attori di mercato quanto più prevedibili possibile, affinché abbiano di fronte a loro una scelta calata dall’alto. Si tratta chiaramente di una falsa scelta, poiché imposta indirettamente, ma in sostanza questo percorso verso cui siamo diretti è stato in qualche modo “predetto” in due diverse opere: The Road To Serfdom (1944) di F. A. Hayek e Planned Chaos (1950) di Ludwig von Mises.

Nella prima si sottolinea come una pianificazione centrale della società, al fine di preservare il proprio potere, finisce per invadere inevitabilmente la maggior parte dei settori dell’economia. L’invasione di suddetti settori avviene perché le informazioni all’interno dell’ambiente economico vengono distorte a tal punto da rendere impossibile un calcolo economico in accordo con la volontà degli attori di mercato. La distorsione derivante porta ad una correzione degli errori, la quale viene impedita poiché significherebbe un restringimento degli ostacoli imposti all’economia da parte della pianificazione centrale. Di conseguenza viene tenuto artificialmente in vita un sistema che continua a marcire all’interno, sebbene all’esterno possa sembrare alquanto stabile. Questo finché la pianificazione centrale non invade tutti i settori dell’economia, a quel punto non esistono più prezzi di mercato o informazioni genuine, bensì un’accozzaglia di meccanismi di feedback che si contraddicono.

Era un po’ il caso della borsa russa durante gli anni della Guerra Fredda, la quale si limitava a copiare i prezzi di quella occidentale. Non esisteva affatto un meccanismo genuino di determinazione dei prezzi. Erano praticamente decisi a tavolino. Sappiamo tutti che fine ha fatto l’URSS nel 1991. … Leggi tutto

Una soluzione in quattro passi ai problemi della sanità

4434Non v’è dubbio che il sistema sanitario americano sia un disastro, ma questo non dimostra il fallimento del mercato, bensì quello dello Stato. La risoluzione del problema non richiede diverse o maggiori regolamentazioni e passaggi burocratici  – come i politici interessati vogliono farci credere – ma l’eliminazione di tutti i controlli esistenti.

È tempo di affrontare seriamente la questione della riforma sanitaria: crediti d’imposta, voucher e la privatizzazione spianeranno il terreno verso la decentralizzazione del sistema e la rimozione di oneri inutili alle imprese. Tuttavia, dovranno essere considerati anche quattro passi aggiuntivi:

1. L’eliminazione di tutti i requisiti di licenze per le scuole di medicina, gli ospedali, le farmacie, i medici e il personale sanitario. L’offerta delle loro prestazioni aumenterebbe prontamente, i prezzi crollerebbero e una maggiore varietà di servizi sanitari farebbe ingresso sul mercato.

Agenzie volontarie di accreditamento in competizione prenderebbero il posto dell’autorizzazione obbligatoria rilasciata dal governo – qualora gli operatori sanitari ritenessero che tale forma di accreditamento ne accrescerebbe la reputazione, e i consumatori fossero intenzionati a valutare positivamente questo sistema, potrebbero persino essere intenzionati a pagare per sostenerlo.

Poiché i consumatori non sarebbero più indotti a credere che uno “standard nazionale” sanitario possa stabilirne la qualità, sosterrebbero maggiormente la ricerca, compiendo scelte mediche discriminanti.

2. Rimuovere tutti i vincoli governativi sulla produzione e la vendita di prodotti farmaceutici e degli strumenti medici. Ciò implicherebbe l’inutilità di finanziare oltre il Food and Drug Administration (NdT: Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), che attualmente ostacola l’innovazione e aumenta i costi.

Costi e prezzi crollerebbero; e un’ampia varietà di prodotti migliori giungerebbe rapidamente sul mercato. Quest’ultimo incentiverebbe i consumatori ad agire in accordo con la propria percezione del rischio – anziché quella distorta dal governo. La concorrenza tra produttori e venditori di farmaci e strumentazioni mediche, per  difendersi dalle cause di responsabilità sui prodotti … Leggi tutto

Quello che ci insegna la sanità sovietica?

Nel 1918 l’Unione Sovietica è diventato il primo paese a promettere la copertura sanitaria universale “dalla culla alla tomba”, da compiersi attraverso la completa socializzazione della medicina. Il “diritto alla salute” diventò un “diritto costituzionale” per i cittadini sovietici. I vantaggi proclamati di questo sistema erano che avrebbe “ridotto i costi” ed eliminato gli “sprechi” che derivavano dalla “non necessaria duplicazione e dal parallelismo”, ovvero, la competizione.