La fallacia del settore pubblico

In primo luogo, potremmo chiederci: “settore pubblico” di cosa? Di qualcosa chiamato il “prodotto nazionale.” Ma notate gli assunti nascosti: che il prodotto nazionale sia qualcosa come una torta, consistente di parecchi “settori,” e che questi settori, pubblici e privati alla stessa maniera, si uniscano per ottenere il prodotto dell'economia nel suo complesso. In questo modo, è contrabbandato nell'analisi l'assunto che il settore pubblico e quello privato siano ugualmente produttivi, ugualmente importanti e su una base paritaria in tutto, e che le “nostre” decisioni sulle percentuali del settore pubblico sul privato siano più o meno tanto innocue quanto la decisione di un individuo tra il mangiare la torta o il gelato.

Che cos’è il libero mercato?

Libero mercato è un termine approssimativo per indicare una gamma di scambi che si verificano nella società. Ogni scambio è intrapreso come un accordo volontario fra due persone o fra due gruppi di persone rappresentati dai rispettivi agenti. Questi due individui (o agenti) scambiano due beni economici, si tratti di prodotti tangibili o di servizi. Quindi, quando compro un giornale da un edicolante per cinquanta centesimi, l’edicolante e io scambiamo due prodotti: io do cinquanta centesimi e l’edicolante fornisce il giornale. Oppure, se lavoro per una società, scambio le mie prestazioni lavorative, sulla base di un accordo consensuale, per un compenso monetario; qui la società è rappresentata da un responsabile (un agente) con l’autorità di assumere.

Trading ad alta frequenza: Menger contro Walras

Nonostante Carl Menger e Léon Walras abbiano scoperto contemporaneamente il principio di utilità marginale, le loro idee sulla natura dei prezzi di mercato sono molto distanti. Walras era maggiormente interessato all’equilibrio finale dei prezzi a cui arrivano i commercianti piuttosto che alla formazione di questi prezzi. Quindi semplificò radicalmente il processo di formazione dei prezzi immaginandolo come se fosse governato da un meccanismo d’asta in grado di calcolare istantaneamente tutti i prezzi del sistema economico.

Da parte sua Menger era affascinato dal processo reale secondo cui i prezzi si formano. Piuttosto che cercare di astrarli dal caotico processo di contrattazione mettendo a punto un meccanismo artificiale d’asta, Menger lavorò su un numero di scenari di formazione dei prezzi nella vita reale, comprese contrattazioni isolate, monopoli e scambi concorrenziali. Come risultato di questi diversi approcci, i prezzi nell’universo walrasiano hanno caratteristiche diverse rispetto ai prezzi dell’universo mengeriano. Piuttosto che registrare un singolo e determinato prezzo di equilibrio, come nel caso dei prezzi walrasiani, i prezzi mengeriani tendono a disperdersi in un intervallo non determinato. Nei mercati finanziari chiamiamo questo intervallo differenza tra la quotazione d’acquisto e di vendita  (bid ask spread). Forse il miglior modo per illustrare le diversità nel significato dei prezzi tra questi due pensatori è quello di ricorrere all’esempio di un fenomeno dei giorni nostri noto come scambio commerciale ad alta frequenza (HTF) e le tracce digitali che i trader lasciano, operando nel mercato azionario elettronico.

Trading ad alta frequenza

Il trading ad alta frequenza consiste nell’utilizzo di algoritmi al computer per guidare le decisioni commerciali nel mercato mobiliare [*]. Gli HTF mantengono i titoli per non più di pochi secondi, e anche per alcuni microsecondi. Si stima che al momento essi costituiscano dal 50 al 70 per cento di tutti gli scambi di azioni nel Nord America.

I grafici Nanex

Nanex, un’azienda che studia i dati di mercato, fornisce un’ossessionante … Leggi tutto