Mezzi: beni, servizi, fattori di produzione | II parte

mises_crestFattori della produzione

Beni o servizi necessari per realizzare i prodotti. Possono essere così classificati: fattori originari, cioè disponibili in natura (terra e lavoro umano) e beni a loro volta prodotti (beni capitali).

Terra: vengono definiti con questo termine sintetico tutte le risorse fornite dalla natura, i mezzi di produzione originari: terreno destinato all’agricoltura o alla costruzione di edifici, risorse naturali (combustibili, minerali), acqua, alberi, animali, atmosfera, luce solare.

La terra è un fattore di produzione come gli altri e le leggi che determinano la formazione dei prezzi della terra sono le stesse che determinano la formazione dei prezzi degli altri fattori. La terra differisce dal fattore capitale per il fatto che essa non è riproducibile (con espressione meno precisa, è una risorsa permanente).

Esistono appezzamenti di terra diversi, di differente qualità, non la “terra in generale”. Ciò è vero anche per i minerali.

Il compenso (reddito) di questo fattore si chiama rendita (rent; ma “rendita”, nel senso di affitto, indica il prezzo unitario dei servizi di qualsiasi bene, compreso il lavoro). Essendo un bene non-riproducibile, la terra guadagna una rendita netta, a differenza dei beni capitali, che, dovendo essere prodotti e mantenuti, guadagnano solo un reddito lordo, assorbito dai costi di produzione e manutenzione.

Tale reddito (come anche il reddito del fattore lavoro, v. infra) è pagato in anticipo, cioè temporalmente prima del momento in cui il bene prodotto viene venduto; le risorse sono tratte dal capitale risparmiato dal capitalista.

La terra “submarginale”, cioè quella meno produttiva utilizzata in un dato periodo di tempo, genera una rendita “quasi” vicina allo zero.

Lavoro: energia fisica e mentale profusa dall’individuo per la produzione di beni e servizi.

Nel fattore lavoro sono compresi tutti i tipi di lavoro, sia dipendente, sia diretto, sia imprenditoriale.

Il lavoro alle dipendenze prescinde dalla qualità e dalle mansioni, dunque in esso sono compresi sia quello degli operai sia quello dell’amministratore … Leggi tutto

Azione, Tempo e Conoscenza: la Scuola Austriaca di economia – I parte

Prima parte della trascrizione della conferenza tenuta il 10 marzo 2012 in occasione della Austrian Scholars Conference ad Auburn, Stati Uniti, e riassunto del Capitolo 2 del mio ultimo libro Ação, Tempo e Conhecimento: a Escola Austríaca de Economia (Instituto Mises Brasil, São Paulo, 2011).

I. Introduzione

La tradizione iniziatamises_crest da Carl Menger con la pubblicazione nel 1871 dei suoi Principles of Economics spazia su di un campo vasto, affascinante e formidabile della conoscenza umana che trascende l’economia raggiungendo il più ampio spettro delle scienze sociali; costantemente animato dal dibattito filosofico, ha permeato la cultura umanista in modo permanente. Hayek aveva ragione quando affermava che un economista che pensa solo nei ristretti limiti della teoria economica non sarebbe mai stato un economista completo, anche se fornito di competenza tecnica.

La tradizione austriaca richiede infatti non solo quest’ultima, ma anche la capacità di spingersi oltre e cercare di diventare un umanista. Tuttavia, anche quando si tratta di un campo molto ampio della conoscenza umana, la Scuola Austriaca possiede una notevole semplicità derivata dalla logica ineccepibile delle sue proposizioni e postulati. Come ha scritto Mises: “good economics is basic economics”!

I grandi economisti austriaci del XX secolo – in particolare Mises e Hayek – sono esempi di audacia. Infatti, in un momento in cui i colleghi andavano verso la specializzazione in aree sempre più ristrette dell´economia, essi si rifiutarono di scendere a compromessi e rimasero generalisti in quel senso che denota vasta cultura umanista.

A partire dalla seconda metà del XIX secolo gli economisti iniziarono ad abbandonare la tradizione umanista e progressivamente si concentrarono su una maggiore conoscenza tecnica specifica, diventando così meno informati. Oggi pochi economisti accademici hanno la maestrìa sufficiente a padroneggiare le nozioni contenute nei libri di testo di micro e macroeconomia. Molti purtroppo disdegnano le altre scienze sociali poichè, lungo il cammino verso la “scienza grigia”, sono state loro additate come “non scientifiche”.

Queste osservazioni non significano … Leggi tutto