Il denaro senza valore dovrebbe lasciare il posto alla possibilità di scegliere la valuta

Per più di duecento anni, praticamente tutti i più radicali sostenitori del libero mercato hanno affermato che il denaro e il sistema bancario fossero diversi dagli altri tipi di beni e mercati. Da Adam Smith a Milton Friedman, la presunzione è stata che i mercati competitivi e la libera scelta del consumatore fossero di gran lunga migliori del controllo e della pianificazione governativa – tranne che nel regno del denaro e dell’intermediazione finanziaria.

Questa convinzione è stata portata all’estremo negli ultimi cento anni, durante i quali i governi hanno rivendicato un’autorità virtualmente assoluta e illimitata sui sistemi monetari nazionali attraverso l’istituzione di cartamoneta.


Almeno fino alla prima guerra mondiale, l’opinione generale tra gli economisti, di molti leader politici e della stragrande maggioranza dei cittadini era che nei governi non si poteva porre piena fiducia nella gestione del sistema monetario. L’abuso della stampa monetaria sarebbe sempre troppo allettante per demagoghi, gruppi di interesse speciali e politici miopi che cercano modi facili per finanziare la loro strada verso il potere, il privilegio e il vantaggio politico.

Il Gold Standard e le “regole del gioco” monetarie

Così, prima del 1914, le valute nazionali di praticamente tutti i principali paesi di quello che era chiamato il “mondo civilizzato” erano ancorate a merci scambiate sul mercato: oro o argento. Questo aveva lo scopo di mettere i soldi al di fuori della sfera manipolatoria immediata e arbitraria dei governi. Qualunque aumento di monete d’oro o d’argento presupponeva che i privati ​​ne considerassero proficua la ricerca, l’estrazione e il trasporto per poi trasformarlo in monete e lingotti e trasformare il restante in prodotti commerciali e industriali richiesti sul mercato.


Le valute cartacee controllate dai governi e dalle loro banche centrali dovevano essere emesse solo come crediti – come sostituti del denaro – per quantità di oro reale o monete d’argento depositati dai membri della società nelle banche, per la custodia e la convenienza dell’andamento quotidiano degli affari
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Gli incas e lo stato collettivista

Esempi di controllo governativo sulla vita sociale ed economica sono vecchi come la storia scritta e hanno sempre caratteristiche che sono universali nei loro effetti perversi, indipendentemente dal tempo e dal luogo. Uno dei più famosi di questi episodi collettivisti è quello degli Incas e del loro impero in Sud America.

L’impero Inca nacque da una piccola tribù nelle montagne peruviane nel XII e XIII secolo. La loro era una teocrazia militare. I re Inca avevano razionalizzato, la loro regola brutale, sulla base di un mito che il dio Sole, Inti, ha avuto pietà per le persone in quelle montagne e li mandò suo figlio e altri parenti per insegnare loro come costruire case e come fabbricare prodotti rudimentali della vita quotidiana. I successivi governanti Inca allora affermarono che erano i discendenti di questi esseri divini e quindi furono ordinati per comandare e controllare tutti coloro che erano sotto il loro potere e l’autorità.

L’impero di conquista ed il collettivismo

Il quattordicesimo e soprattutto il quindicesimo e l’inizio del sedicesimo secolo hanno visto l’espansione degli Incas in un grande potere imperiale con il controllo su un territorio che correva lungo la costa occidentale del Sud America e comprendeva gran parte dell’attuale Perù, l’Ecuador, la Bolivia, il Cile e parti dell’ Argentina e della Colombia. Gli Incas furono portati al crollo nel 1530 dalla conquista spagnola sotto la Guida di Francisco Pizarro.

I re Inca, affermando di essere al tempo stesso figli e sacerdoti del dio Sole, possedevano la padronanza di tutte le persone e le proprietà nei loro domini e come la maggior parte dei sistemi socialisti nel corso della storia, hanno combinato sia il privilegio che l’egualitarismo. Quando gli invasori spagnoli entrarono nella capitale inca di Cuzco, rimasero stupiti dalla grandezza dei palazzi, dei templi e delle case della élite Inca, così come dal sistema di acquedotti e le strade asfaltate.

Ma avendo un’economia basata sul lavoro degli schiavi, Leggi tutto

Ludwig von Mises ed il reale significato del termine Liberalismo

Il termine Liberalismo è uno dei più usati ed abusati del lessico politico americano.

Esso, secondo alcuni, rappresenta il “pensiero progressista”, avente come obiettivo la “giustizia sociale” da raggiungersi tramite una più ampia “giustizia distributiva”. Altri affermano che esso rappresenta il relativismo morale, il paternalismo politico, la possibilità di agire governativa, insomma solo un altro modo per definire il socialismo. In tutto ciò si perde di vista il fatto che, storicamente, il termine Liberalismo originalmente identificava un sistema, e per taluni è ancora così, basato sulla libertà individuale, sulla proprietà privata, sulla libertà di impresa e sull’imparzialità del “rule of law” con un governo limitato dalla costituzione.

Quella dell’economista di scuola austriaca Ludwing von Mises (1881-1973) è stata una delle più gradi voci che nel corso degli ultimi cento anni si sono levate per sostenere il significato originario del termine liberalismo. Questa’anno ricorre il novantesimo anniversario della pubblicazione della sua concisa, chiara ed avvincente argomentazione per comprendere in cosa consista una società veramente liberale, ossia il libro del 1927, Liberalism: The Classical Tradition.

Quando nel 1927 Mises pubblicò la sua difesa del liberalismo, tra le conseguenze della Prima Guerra Mondiale vi furono il trionfo del comunismo in Russia e l’ascesa del fascismo in Italia nonché il sorgere di un movimento nazionalista e razzista in Germania, movimento che, nel 1933, avrebbe conquistato il potere con Adolf Hitler ed il partito Nazionalsoscialista.

Liberalismo Classico contro Socialismo e Nazionalismo.

Comunismo, Fascismo e Nazionalsocialismo costituirono il culmine delle tendenze collettivistiche politiche ed economiche che avevano preso piede nei decenni che precedettero la Prima Guerra Mondiale.

Esse si sparsero nel mondo grazie al caos politico ed ai cataclismi sociali che inghiottirono gran parte d’Europa durante e dopo la cosiddetta “Grande Guerra”.

Il socialista respinge le libertà “borghesi” del liberalismo classico, ossia la libertà di parola, di stampa, e la libertà di associazione in quanto libertà fasulle.

I decenni a metà dell’Ottocento furono Leggi tutto

TSA, Brexit e l’implosione del mostro burocratico

Sono dell’idea che l’esperienza personale sia un ottimo modo per trasmettere concetti generali alla maggior parte delle persone. Probabilmente perché è possibile condividere con altri eventi similari che hanno caratterizzato le nostre vite. In questo modo entrare in sintonia con i lettori è decisamente più facile. Non solo, ma il messaggio rimane impresso senza il bisogno di un fiume di parole o opera di convincimento.

 

UN TRANQUILLO WEEKEND DI… SICUREZZA

Oggi è una serena giornata estiva. Fuori ci sono -52° ed è soleggiato. Trentanovemila piedi dal suolo non sono l’ideale per prendere una boccata d’aria. Ciononostante, la vista dello Stivale da una così considerevole altezza mi permette di ammirare il nostro paese da un’angolatura diversa. Tutti i problemi e patemi peculiari che si possono odorare stando a contatto con gli individui che popolano l’Italia, passano in secondo piano quando essi diventano talmente piccoli da svanire in un agglomerato di colori e figure geometriche. Il verde dei boschi, l’arcobaleno di auto che scorre lungo le arterie stradali, le abitazioni fuoriuscite da una scatola di Lego, l’azzurro intenso del mare, le scie spumose delle imbarcazioni. Da questa altezza i problemi sembrano letteralmente eterei ed inconsistenti, come se finalmente l’Italia avesse sbrogliato quella matassa di difficoltà che ne ingessano lo sviluppo.

Per un momento si dimentica anche quanto siano diventati invadenti i controlli all’interno degli aeroporti, nonché paranoici. Se la sicurezza delle persone è davvero così a rischio, perché treni e navi non sono altrettanto blindati? E gli autobus? Eppure anch’essi sono obiettivi sensibili. Se lo scopo dei pazzi scatenati è quello di creare il caos, non esiste obiettivo presumibilmente sicuro che possa garantire una certa immunità dalla furia delle bestie selvagge.

In realtà esistono individui, e sopratutto individui pronti. Infatti l’incognita di trovare persone pronte a rispondere ai pazzi scatenati rappresenterebbe un forte deterrente in quegli eventi riguardanti atti di terrorismo. Fino a quanto siamo disposti a farci rovistare nei … Leggi tutto

Un altro giorno nell’Europa regolamentata

flagsEra stata una notte tranquilla in Europa, dove tutte le donne sono forti, gli uomini sono di bell’aspetto, e i bambini sono sopra la media. Martin si svegliò nel suo letto regolamentato Ue e guardò attraverso la finestra regolamentata dall’Ue. Quella notte, Martin aveva dormito come un bambino grazie alle 109 normative comunitarie in materia di cuscini, alle 5 regolamentazioni comunitarie in materia di federe, e alle 50 leggi Ue che regolamentano i piumoni e le lenzuola.

Martin andò a lavarsi i denti con lo spazzolino da denti regolamentato da 31 leggi europee. Dopodiché il nostro uomo regolamentato dall’Ue andò nella sua cucina regolamentata Ue per afferrare una mela Classe 1 regolamentata Ue. Per il bene della società, l’Ue ha definito ciò che attualmente è un frutto di “Classe 1”: per classificare una mela di ‘varietà rossa’ come “Classe 1” il 50% della sua superficie deve essere rossa.

Per classificare una mela di ‘colorazione mista di varietà rossa’ come mela di “Classe 1” il 33% della sua superficie deve essere di colore rosso, e così via per le 3 classi di qualità e le 287 varietà di mele con nome individuale. Martin mangiò frutta e verdura perché il governo gli ha detto che è la cosa giusta da fare.

Accese il televisore e ascoltò con attenzione il messaggio governativo ‘mangia cinque porzioni di frutta e verdura’. La mela di Martin non era molto gustosa, ma almeno era controllata da un’autorità centrale europea. ‘Non è fantastico’, pensò Martin, ‘l’UE si prende cura del nostro cibo. Ora possiamo mangiare prodotti solo belli e sicuri!’.

Martin sta pagando il 40% in più per il suo cibo a causa delle politiche agricole altamente protezionistiche dell’Unione europea, ma è il prezzo che si deve pagare per la civiltà. Martin non riusciva a capire le critiche spurie verso la regolamentazione del super-Stato europeo. Le regolamentazioni sono necessarie, sono le regole del gioco, senza di Leggi tutto

Copernico e la teoria quantitativa della moneta

4071Tralasciano i Protestanti e gli estremisti Anabattisti, c’erano dei Cattolici che durante il 16° secolo che non erano Scolastici,e non presero parte nelle lotte scaturite dalla Riforma, ma che contribuirono significativamente allo sviluppo del pensiero economico.

Un di questi geni universali la cui nuova visione del mondo lo ha impresso nella storia mondiale: Niccolò Copernico (1473-1543). Copernico nacque a Thorn (torun), parte della Prussia Reale, poi stato sottomesso al regno di Polonia. Proveniva da una distinta e facoltosa famiglia, suo padre mercante mentre suo zio e mentore era Vescovo di Ermerland. Copernico si rivelò essere uno studente “inveterate” e teorico in molti campi: studioso di matematica all Università di Cracovia, talentuoso pittore, esperto di diritto canonico e astronomo presso la famosa Università di Bologna. Divenendo ecclesiastico, Copernico fu nominato canonico della cattedrale di Frauenburg all’età di 24 anni, ma poi lasciò per insegnare a Roma e per studiare altri campi. Si guadagnò una dottorato in diritto canonico all’Università di Ferrara nel 1503 e una aurea in medicina all’Università di Padova due anni dopo. Divenne medico di suo zio, il vescovo, e successivamente servì a tempo pieno come canonico presso la cattedrale.

Nel frattempo, come svago dalla sua vita impegnata, questo meritevole teorico elaborò il nuovo sistema astronomico con la terra e gli altri pianeti che ruotano attorno al sole anziché il contrario.

Copernico volse la sua attenzione agli affari monetari quando Re Sigismondo I di Polonia gli chiese di avanzare proposte di riforma per la sua problematica valuta dell’area. Dagli anni del 1460, la Polonia Prussiana, dove Copernico viveva, era casa di 3 diverse valute : quella della Prussia Reale, quella del Regno di Polonia e quella della Prussia dell’Ordine Teutonico. Nessun governo aveva adottò un unico standard di peso. L’Ordine Teutonico, in particolare, continuò a svilire e a far circolare denaro con un contenuto di metallo prezioso sempre minore. Copernico finì il suo dossier nel 1517, fu consegnato alla … Leggi tutto