Il sostituto d’imposta: una sventura per il contribuente

Idealmente, l'eliminazione della ritenuta alla fonte costringerebbe i contribuenti americani a prendere consapevolezza, esattamente, di quanto venga confiscato del loro reddito, da parte dello Stato, per continuare a finanziare i suoi trilioni di dollari di budget. Ciò, naturalmente, dovrebbe scatenare una indignazione sufficiente, in nome e per conto del popolo americano, affinché si provveda al consequenziale ridimensionamento di questi bilanci.

La maledizione del sostituto d’imposta

A partire da quella odierna, il Mises Italia proporrà ai propri lettori una serie di traduzioni concernenti una tematica che, se da un lato, è sempre di stretta attualità, dall’altro, e da sempre, riveste il carattere della burletta all’italiana. Ovvero, una questione di cui si parla, di cui si discute, per cui si intavolano dibattiti e si propongono provvedimenti di abrogazione, ma che alla fine … è sempre lì, inamovibile, perché, come è nella migliore tradizione di questo sventurato paese di gattopardi, all’apparenza “tutto deve cambiare perché nulla cambi……”

L’Impotenza dello Stato nell’economia

Gli Stati sono molto bravi a creare recessioni e ad impedire ogni ripresa. Questo è il limite dei loro poteri. Se vi aspettate qualcosa di costruttivo, resterete sicuramente delusi. I politici di ogni genere e specie, dal presidente Obama in giù, vi promettono la luna ma in cambio vi faranno solo avere delle pietre prive di ogni valore.

I capitalisti amano il socialismo

Si crede spesso che i capitalisti siano contro ogni forma di socialismo. Non è vero. I capitalisti adorano l'interventismo dello Stato nell'economia perché può garantire loro privilegi monopolistici e quindi guadagni extra che nel libero mercato non riuscirebero ad ottenere.

Ripudiare il debito pubblico?

Se la santità dei contratti deve regnare nel mondo del debito privato, non dovrebbe essere altrettanto sacrosanta nel debito pubblico? Il debito pubblico non dovrebbe essere disciplinato dagli stessi principi privati? La risposta è no, anche se una tale risposta può urtare la sensibilità di molte persone. Il motivo è che le due forme di debito sono totalmente differenti. Se prendo a prestito denaro da una banca ipotecaria, ho stipulato un contratto per trasferire i miei soldi ad un creditore in una data futura; in un senso profondo, egli è il vero proprietario del denaro a quel punto, e se non pago lo sto derubando della sua proprietà. Ma quando il governo prende in prestito denaro, non impegna il suo denaro; non mette a rischio le proprie risorse. Il governo non impegna la sua stessa vita, fortuna e sacro onore per rimborsare il debito, ma i nostri. Si tratta di un fatto, ed una transazione, completamente diversi.

La mano che arraffa: quella dello stato

Per poter valutare l’espansione senza precedenti che lo Stato democratico moderno ha registrato in Europa, è utile ricordare l'affinità storica tra due movimenti che emersero alla sua nascita: il liberalismo classico e l’anarchismo. Entrambi questi movimenti furono motivati dall'ipotesi, rivelatasi poi errata, che il mondo si stesse incamminando verso un'era di indebolimento dello Stato. Ma mentre il liberalismo propendeva per uno stato minimo che governasse i cittadini in modo quasi impercettibile, lasciando loro la libertà di condurre i loro affari in santa pace, l’anarchismo, al contrario, auspicava la dissoluzione totale dello Stato.

Odi lo Stato?

Molte persone si sono chieste: Perché ci dovrebbe essere una qualsiasi discussione politica importante tra gli anarco - capitalisti ed i minarchici ora? In questo mondo di statalismo, dove c'è molta terra in comune, perché i due gruppi non possono lavorare in piena armonia finché non si raggiunge un mondo Cobdeniano, dopodiché potremmo esporre i nostri disaccordi? Perchè litigare sulle fazioni, etc. ora? La risposta a questa eccellente domanda è che si potrebbe marciare mano nella mano su questa strada se i minarchici fossero radicali, come furono dalla nascita del liberalismo classico agli anni quaranta. Ridateci gli antistatalisti radicali e l'armonia regnerebbe all'interno del movimento.

Il costo occulto della tassazione

I benefici della spesa pubblica sono facilmente visibili, e spesso risultano concentrati per degli specifici gruppi di interesse organizzati, che vengono esagerati per i politici. Ma i costi di finanziamento della spesa, in particolare da “perdita secca”, sono in gran parte invisibili. Il risultato è che il processo politico esalta i benefici della spesa, sottovaluta i costi, ed espande costantemente la spesa a livelli economicamente distruttivi.