Quello che Bill Gates ha detto di sbagliato sulle criptovalute

In un incontro con domande e risposte la scorsa settimana a Reddit (sito Internet di social news e di intrattenimento), il fondatore di Microsoft, Bill Gates ha accusato le criptovalute di aver causato “morti in modo abbastanza diretto”, riportando titoli come questo: “Bill Gates dice che le criptovalute causano morti”.

Ovviamente Gates si riferiva al fatto che le criptovalute facilitano l’acquisto di sostanze illegali sul mercato nero che a volte portano a morti per droga. Ha anche espresso preoccupazione per le conseguenze negative della caratteristica di anonimato delle criptovalute, vale a dire il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo.

Come creatore del sistema operativo di maggior successo nella storia, Bill Gates dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che un pezzo di software (o, nel caso di criptovalute, un sistema di pagamento basato su una nuova tecnologia) non può essere incolpato per l’uso che qualcuno fa di esso. Caricare criptovalute con morti per droga è paragonabile all’accusa Windows di causare il terrorismo perché i terroristi utilizzano il sistema operativo di Microsoft per archiviare documenti su come fabbricare le bombe.

La guerra alla droga

Lasciando da parte questo commento, Bill Gates ha fatto una osservazione: le criptovalute facilitano le transazioni anonime (con uno pseudonimo, per essere più precisi), minando la capacità dello Stato di far rispettare la legge in relazione ad alcune attività illegali. Tuttavia, questo non è necessariamente un aspetto negativo, almeno in alcuni casi.

Prendiamo il caso delle droghe. Negli Stati Uniti, la guerra alla droga sembra essere stata avviata dal presidente Nixon negli anni ’70 con più danni che benefici. Oltre ad una chiara violazione della libertà personale, il divieto ha contribuito ad aumentare le overdose di droga, rafforzando allo stesso tempo il ruolo dei cartelli violenti nei paesi produttori di droga.

Dal punto di vista economico, la guerra alla droga costa ai contribuenti circa 51 miliardi di dollari all’anno. Dall’inizio della guerra Leggi tutto

TSA, Brexit e l’implosione del mostro burocratico

Sono dell’idea che l’esperienza personale sia un ottimo modo per trasmettere concetti generali alla maggior parte delle persone. Probabilmente perché è possibile condividere con altri eventi similari che hanno caratterizzato le nostre vite. In questo modo entrare in sintonia con i lettori è decisamente più facile. Non solo, ma il messaggio rimane impresso senza il bisogno di un fiume di parole o opera di convincimento.

 

UN TRANQUILLO WEEKEND DI… SICUREZZA

Oggi è una serena giornata estiva. Fuori ci sono -52° ed è soleggiato. Trentanovemila piedi dal suolo non sono l’ideale per prendere una boccata d’aria. Ciononostante, la vista dello Stivale da una così considerevole altezza mi permette di ammirare il nostro paese da un’angolatura diversa. Tutti i problemi e patemi peculiari che si possono odorare stando a contatto con gli individui che popolano l’Italia, passano in secondo piano quando essi diventano talmente piccoli da svanire in un agglomerato di colori e figure geometriche. Il verde dei boschi, l’arcobaleno di auto che scorre lungo le arterie stradali, le abitazioni fuoriuscite da una scatola di Lego, l’azzurro intenso del mare, le scie spumose delle imbarcazioni. Da questa altezza i problemi sembrano letteralmente eterei ed inconsistenti, come se finalmente l’Italia avesse sbrogliato quella matassa di difficoltà che ne ingessano lo sviluppo.

Per un momento si dimentica anche quanto siano diventati invadenti i controlli all’interno degli aeroporti, nonché paranoici. Se la sicurezza delle persone è davvero così a rischio, perché treni e navi non sono altrettanto blindati? E gli autobus? Eppure anch’essi sono obiettivi sensibili. Se lo scopo dei pazzi scatenati è quello di creare il caos, non esiste obiettivo presumibilmente sicuro che possa garantire una certa immunità dalla furia delle bestie selvagge.

In realtà esistono individui, e sopratutto individui pronti. Infatti l’incognita di trovare persone pronte a rispondere ai pazzi scatenati rappresenterebbe un forte deterrente in quegli eventi riguardanti atti di terrorismo. Fino a quanto siamo disposti a farci rovistare nei … Leggi tutto

Come morirà lo Stato

Google ha compratogangnam YouTube nel 2006, all’apice dell’isteria sulle trasgressioni del copyright. I nuovi proprietari hanno dovuto impegnarsi per raggiungere gli standard legali idonei ad evitare processi da miliardi di dollari. A quanto pare, gli utenti avevano postato una grande quantità di materiale coperto da copyright e Google sarebbe stato ritenuto responsabile.

Nei successivi tre anni, la rimozione di questi contenuti è stata furiosa: gli utenti videro i propri contenuti sparire; cortometraggi che usavano colonne sonore coperte da copyright vennero modificati; tributi ad artisti popolari oscurati. Stessa sorte toccò ai video di persone che ballavano sulle note di canzoni provenienti dalla propria radio.

Tutto questo non è stato divertente. Per nessuno. Gli artisti non furono contenti; in generale, essi sono lusingati dai tributi e felici di sentire la propria musica diffondersi nel web. Neanche i proprietari dei diritti d’autore in realtà ne beneficiarono: le rimozioni non comportano nuove entrate.

Google è sicuramente la parte più danneggiata, a causa di tutte le spese legate al controllo e alla moderazione dei contenuti. Ed è anche stato imbarazzante per l’azienda la rimozione di un video contenente una festa di compleanno di un bambino, nel quale il festeggiato cantava “Happy Birthday”. Per consumatori ed utenti, infine, tutto ciò costituì un insulto imperdonabile.

Dunque, nessuno ha in realtà tratto beneficio da questo sistema. E diventa sempre più complicato gestire ogni giorno questo processo di controllo, dato l’aumento continuo dei video caricati (48 ore di nuovi video ogni minuto). Ma era difficile immaginarsi una via alternativa.

Questo è il sistema costruito dalla legge. Sicuramente, la legge deve prevalere senza tener conto di quanto assurdi siano i risultati. Come nelle scene de The Crucible di Arthur Miller: nessuno, a Salem, credeva realmente nella pratica di uccisione delle streghe, ma tutti continuarono la carneficina perché “il sistema funziona così”.

Chiaramente, la legge sul copyright aveva creato una situazione indifendibile. Aveva creato un sistema troppo costoso per tutti. … Leggi tutto