Ipse dixit

”L’Italia se la sta cavando e se la cavera’. Uscira’ sono sicuro dalla crisi meglio degli altri”

Silvio Berlusconi, 19 febbraio 2009

“Possiamo vantare la solidità del sistema bancario, un sistema imprenditoriale molto capace, un governo e una maggioranza forti. Per questo – ha aggiunto Berlusconi – possiamo uscire dall’attuale crisi meglio di altri Paesi, l’Italia è attrezzata meglio”

Silvio Berlusconi, 20 Marzo 2009

“Forse c’è una ricetta per uscire dalla crisi. Abbiamo la possibilità per uscire da questa crisi globale prima e meglio degli altri: dobbiamo avere più fiducia nella possibilità di aggredire i mercati stranieri con nostri prodotti”

Silvio Berlusconi, 30 aprile 2009

“per la prima volta l’Italia fa meglio di altri sia come deficit che come debito. Gli altri paesi hanno numeri peggiori dei nostri pur avendo fatto interventi maggiori dei nostri a favore dell’economia. Questo vuol dire che la crisi da noi era meno forte, perche’ non abbiamo pagato il costo di una crescita alla carte, basata cioe’ sul debito famiglie, imprese, banche”

Giulio Tremonti, 5 Maggio 2009

“ Certo se mancano 5 punti di Pil mancano anche le relative entrate. In ogni caso, l’andamento delle entrate è in linea con le previsioni e la dinamica è meno negativa che in altri Paesi europei”

Giulio Tremonti, 29 luglio 2009

”Sull’occupazione – ha detto tremonti – l’Italia va comunque molto meglio di altri paesi”

Giulio Tremonti, 22 Settembre 2009

“Oltre il 90% del Pil europeo è in deficit eccessivo. Rispetto ad altri Paesi il livello del deficit italiano non tra i più alti Alcuni sono al di sopra del 10%, l’Italia è al 5%”

Giulio Tremonti, 7 Ottobre 2009

“C’è un diffuso ottimismo. C’è effettivamente una sensazione, anzi segnali concreti di una ripresa con il peggio della crisi ormai alle spalle, basta guardare i dati dell’Ocse. Anche per quanto riguarda i contatti con il mondo delle imprese c’è ottimismo. l’Italia sta meglio di altri Paesi. Abbiamo superato Leggi tutto

A proposito di citazioni

Tratto da NoisefromAmerika

“non è solo una manovra per stabilizzare i nostri conti. È qualcosa di più, la correzione di una tendenza storica: meno spesa pubblica; meno enti inutili; meno spese inutili; meno abuso dei soldi pubblici; meno evasione fiscale”. […] Per la ricerca e per l’università, se configurate come reale investimento sul futuro, può essere fatta una politica diversa. […]” “Questa volta – dice il ministro – non ci saranno altri a pagare per noi, saremo noi a dover pagare per noi e con gli interessi. Per decenni, in Europa, in Italia, drogati dal debito pubblico si è pensato che la politica fosse indipendente dai numeri, che la politica venisse prima dei numeri. E questi poi – i numeri – più o meno taroccati, ma ora è l’opposto: i numeri vengono prima della politica ed è la politica che deve adattarsi ai numeri”

Giulio Tremonti, estate 2010 dopo l’approvazione di un’altra manovra correttiva che doveva stabilizzare i conti….… Leggi tutto